Martelli: “Quelli dopo di noi sono stati politici di serie B”

Claudio Martelli racconta 30 anni di storia italiana criticando duramente la nuova classe dirigente “per buona parte dilettante e corrotta”.

MARTELLI

LECCE- Claudio Martelli ha vissuto tre vite: quella di accademico, quella di politico e, oggi, quella di scrittore e giornalista. Nel suo nuovo libro “Ricordati di Vivere” racconta, attraverso la sua storia, 30 d’Italia e la sua amicizia con Craxi e Falcone. Lui, politico di razza, cresciuto nella vecchia scuola del Psi, quando i partiti formavano le giovani leve, stronca “le seconde file” che sono venute fuori dopo Tangentopoli, “che hanno fatto incancrenire la corruzione e non sono stati in grado di far crescere l’Italia”.

Martelli, liberal che ha sempre creduto nel riformismo, oggi è contento che gente come Renzi porti avanti le idee in cui ha sempre creduto e spera che l’Italia segua la strada della crescita e delle riforme, che ha già percorso la Germania. “Bisognerebbe liberare l’Italia dalle posizioni dominanti e dai conflitti d’interesse, anche nel mondo delle comunicazioni” – spiega.

L’ex delfino di Craxi, però, non è tenero con nessuno, nemmeno con gli “uomini della prima Repubblica”: “Prima si rubava per finanziare il partito e c’è una parte di quella classe politica che è scesa a patti con la mafia, ma oggi le cose sono peggiorate”.

Martelli spiega che se non c’è stato un patto stato mafia, sicuramente c’è stato un patto tra alcuni politici e la mafia. Ma difende a spada tratta il suo onore e quello del Psi: “Alcuni pentiti cercarono di screditarmi solo perché stavo facendo leggi, in collaborazione con Falcone,  che stangavano la mafia”. Su Tangentopoli, l’ex ministro socialista preferisce commentare con le parole del capo della procura di Milano. “In reatà, dopo aver spazzato via quella classe politica, ne è arrivata una peggiore” – ripete Martelli. E forse ha ragione.