Cani denutriti, feriti e morti. Sigilli al canile lager di Neviano

Vivevano stipati gabbie strettissime tra escrementi e carcasse di animali morti i circa 200 cani trovati nelle campagne di neviano dai carabineiri durante un blitz. Il canile è stato sequestrato, il gestore è finito nei guai. I liquami sversati nelle campagne

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NEVIANO-Un vero lager per cani, con oltre 200 animali a fronte di una capienza massima di 65, costretti a vivere  stipati in gabbie strettissime, insieme a carcasse di cani morti e ai loro stessi escrementi. Una spettacolo raccapricciante quello che si sono trovato davanti i carabinieri della Stazione di Neviano durante un vero e proprio blitz nelle campagne del paese. Un sopralluogo avvenuto insieme ai funzionari dell’Asl dopo la segnalazione di diversi cittadini a cui non erano sfuggiti i latrati continui a tutte le ore del giorno e della notte e odori nauseabondi che appestavano la zona.

Nel canile, convenzionato con ben 3 comuni, Neviano, Aradeo e Monteroni che qui facevano confluire tutti i cani randagi, gli animali erano tenuti a pane ed acqua. Pane raffermo e andato a male, che veniva fornito neanche tutti i giorni. I cani erano molti di più rispetto alla convenzione e mai nessuno, salvo rarissimi casi, aveva visto il gestore, un 53enne di Collepasso, o altri addetti portar loro del cibo.

Ma la cosa più sconvolgente è il modo in cui i cani erano costretti a vivere. Erano denutriti, malati e presentavano ferite sanguinanti su tutto il corpo.  In una delle gabbie, assieme a tre cani ancora vivi, c’erano due carcasse di animali morti almeno da una settimana e lasciate lì. Le gabbie non venivano pulite da molto tempo, con il risultato che gli animali, oltre che con le carcasse, dovevano vivere in mezzo ai propri escrementi ed ai resti di quel poco pane secco  che avevano come pasto. Durante i controlli sono stati trovati 10 microchip di animali morti il cui decesso non era mai stato comunicato e  il gestore continuava a ricevere le indennità.

Inoltre tutti i reflui provenienti dal canile venivano sversati con un’idrovora nelle campagne circostanti inquinandole forse irrimediabilmente, ed ecco svelata la provenienza degli odori nauseabondi. Il canile è stato sequestrato mentre il responsabile, denunciato per maltrattamento di animali, truffa aggravata e sversamento di rifiuti speciali su terreno,  obbligato a  provvedere alle esigenze primarie degli animali in attesa di una nuova sede.

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