Presidenza del Consiglio, sfiduciato Ciracì. E ora si preannuncia battaglia

Sfiduciato perché ritenuto imparziale. Nicola Ciracì dice addio alla poltrona di presidenter del consiglio comunale di Ceglie. Al suo posto Argentiero. Ma ora si preannucnia battaglia.

nicola-Ciracì

CEGLIE- Sfiduciato da una parte della stessa assise che, solo fino a pochi mesi fa, lo aveva riconosciuto come  leader imparziale dei lavori del Consiglio. Nicola Ciracì è, da qualche ora, ex presidente del consiglio comunale di Ceglie Messapica perché sfiduciata all’unanimità dai presenti con 11 voti e, quindi, sostituito da Giovanni Argentiero.

La sfiducia è l’ultimo step della guerra tra il Pdl, ora all’opposizione, e la maggioranza guidata dal sindaco Luigi Caroli, espulso dal partito azzurro, ma retta grazie all’Udc di Ciro Argese.

Secondo gli esponenti delle forze al Governo, Ciracì, con il suo comportamento, non sarebbe imparziale. Qualità propria del ruolo istituzionale che il pidiellino ricopriva dopo la marte di Mario Annese, venuto a mancare lo scorso anno.

Accuse di imparzialità che, ovviamente, lo stesso Ciracì ha respinto con forza con una relazione in consiglio Comunale che anticipa la conferenza stampa che l’ex consigliere provinciale ha già annunciato per martedì.

“Nella mia relazione – ha dichiarato Ciracì al blog cegliese il diavoletto – ho dimostrato, atti alla mano, la mia imparzialità e l’insussistenza delle argomentazioni poste alla base della mozione di revoca che è animata solo da ragioni politiche. Martedi illustrerò ancora meglio le ragioni in una conferenza stampa, alla quale sono invitati tutti i cittadini”

E ora, si preannuncia guerra aperta. Ciracì, proprio in virtù del suo ruolo, era fino ad ora stato piuttosto calmo e pacato e, almeno nello specifico, non era mai entrato nelle polemiche, specie quelle sull’estate cegliese, che avevano infiammato il dibattito tra la maggioranza e l’opposizione di centrodestra. Ma a noi, Ciracì, piace ricordarlo così. Un uomo più de panza che di petto, che saprà sicuramente reagire a quella che ritiene una ingiustizia!