Tagli Santa Teresa, in provincia il volantino della protesta

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BRINDISI- Tagli alla Santa Teresa, “togliere ai poveri per dare ai ricchi”. Questo il sunto della protesta via volantino che, nelel scorse ore, circolava tra le stanze e i saloni della Provincia di Brindisi, portando su tutte le furie alcuni dirigenti dell’ente. Essì, perché come già illustrato da Telerama, i dipendenti non sono tutti uguali. Da un lato, chi occupa incarichi dirigenziali, con stipendi corposi e placcati in oro con “premi produzione” (oltre 500mila euro da dividere in 8) capaci di far girare la testa. Dall’altro, i normali dipendenti, common people da 1000 euro al mese e, dopo i tagli, chissà quanto in meno.

La colpa, secondo gli ignoti autori del volantino, è tutta della politica. Quella Bipartisan. Da Frugis a Ferrarese, passando per Errico, non ci sarebbe un partito a salvarsi. E neanche lo Stato dato che, nel calderone, ci finisce pure il commissario Cesare Castelli che “come Poznio Pilato decise a favore di Barabba – si legge nel volantino – deciderà a favore dei dirigenti condannando gli onesti e più deboli”.

La proposta di delibera è già bella che pronta. Ai dirigenti, che già percepiscono stipendi annui da 130 mila euro lordi, andranno anche 60mila e più in premi.

Gli otto, senza un minimo di vergogna, non vedono l’ora di spartirsi il nostro sangue. Considerate – prosegue l’anonima lettera – che dal 25 maggio 2012 al prossimo settembre 2013 questi signori si saranno spartiti soldi per un valore di un milione di euro di bonus, incentivi e indennità”.

Qualcolatrice alla mano, quasi 100mial euro a testa. Da sommare, ovviamente, al già citato stipendio.

Tralsciando gli attacchi più pesanti agli ultimi presidenti dell’ente e allo stesso commissario straordinario, con tanto di grazie sarcastici, la posizione dei protestanti viene accolta anche dall’onorevole Sel Toni Matarrelli. ”L’impressione è, per dirla fuori dai denti, che la politica dei tagli colpisca iniquamente i soggetti più deboli, eludendo di affrontare i nodi che più gravano sui bilanci di quell’amministrazione, magari – scrive in una nota il deputato – colpendo le sacche di privilegio accumulatesi nel corso degli anni”.

Intanto, siamo a – 13. Tra due settimane, il bilancio della Provincia dovrà essere approvato. In ballo restano i pesanti tagli ai dipendenti, alle loro ore, ai loro stipendi.