Attentati a Cellino, scende in campo l’Antimafia di Lecce

DIA Lecce

CELLINO S.MARCO (BR)  –   Case e auto incendiate, bombe carta recapitate a domicilio sotto l’uscio di casa, volantini minatori: tutto questo basta a sancire la discesa in campo della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce sul fronte Cellino San Marco.

Negli ultimi tempi il centro salentino è entrato un in clima di paura e tensione, alla luce dei pesanti atti intimidatori recapitati al sindaco Francesco Cascione e ad alcuni componenti dell’Amministazione. In prims, l’assessore ai Servizi sociali Gabriele Elia la cui auto è stata oggetto per ben due volte in due mesi, delle attenzioni di ignoti attentatori.

Ancor più preoccupante, invece, la situazione del primo cittadino, con una villetta estiva distrutta dalle fiamme, due bombe-carta esplose davanti al portone di casa e volantini minacciosi recapitati a domicilio.

A far luce sulla vicenda, in primis, sono i carabinieri della Stazione locale e della Compagnia di Francavilla Fontana che, coordinati dal comandante maresciallo Giuseppe Milo e dal capitano Giuseppe Prudente, stanno vagliando incessantemente tutte le piste possibili. Sotto l’analisi dei militari sono entrate ora le telecamere di videosorveglianza che si trovano nei pressi delle zone prese di mira dagli attentatori.

La sensazione è che ci vorrà del tempo prima di scovare i malfattori, visto che gli indizi a disposizione degli investigatori sono pochi, quasi nulli.

Ed è per questo che a dare una mano ai carabinieri ci penseranno gli ‘007’ della DDA di Lecce che intanto hanno acquisito una copia degli atti dell’indagine. Gli investigatori leccesi analizzeranno attentamente il caso che si prospetta tuttavia complicato e aperto ad un ampio sipario investigativo.

Come dire, gli episodi già di per sè preoccupanti, potrebbero essere contestualizzati in un disegno ancor più grave. Intanto, per allontanare le ombre di terrore e l’atmosfera di paura che ormai aleggiano su Cellino, i cittadini si stringono in maniera solidale attorno al sindaco e all’Amministrazione. Senza che in mezzo possano esserci preferenze politiche o di coalizione. La guerra alla paura si combatte bipartisan.