Marò, la storia infinita slitta ancora l’udienza

IL RIENTRO IN ITALIA DEI DUE MARO'

TARANTO  –    Sembra davvero una storia senza fine quella di Massimilaiano Latorre e Salvatore Girone, i due marò detenuti in India con l’accusa di omicidio di due pescatori durante una missione anti-pirateria. Slitta ancora l’udienza e così va avanti ormai da oltre un anno. Era, infatti,  il 15 febbraio 2012 quando avvenne l’incidente a largo delle coste del Kerala.

Discussione rinviata a lunedì prossimo dalla Corte Suprema del Kerala. La Procura della Repubblica indiana e la difesa di Latorre e Girone, hanno a lungo discusso su quale polizia debba intervenire nelle indagini: quella antiterrorismo o quella criminale.

All’apertura dell’udienza, il Procuratore della Repubblica, Goolam Essaji Vahanvati, ha illustrato il lavoro svolto finora dal governo per la costituzione del Tribunale ad hoc aggiungendo che le indagini sono state svolte dall’Agenzia Nazionale di Investigazione che ha registrato una denuncia contro i marò.

Intervenendo a nome del governo italiano, l’Avvocato Mukul Rohatgi ha respinto categoricamente l’ipotesi che sia la Polizia Antiterrorista a svolgere le nuove indagini. “L’utilizzazione della Polizia Antiterrorista – ha sottolineato – è in violazione della sentenze della Corte Suprema del 18 gennaio”.

Secondo Rohatgi, infatti, la Polizia Antiterrorista potrebbe operare solo prendendo in considerazione il ‘Sua Act’ (Suppression of Unlawful Acts) per la sicurezza marittima che prevede la pena di morte. Ha quindi suggerito l’utilizzazione della Polizia Criminale o in subordine una sentenza della Corte che esplicitamente proibisca alla NIA di avvalersi del ‘Sua Act’.

Al termine del dibattito, in cui non sono mancati momenti polemici, il Presidente della Corte Suprema, Altamas Kabir, si è riservato di pronunciarsi sulla questione e ha fissato una nuova udienza per lunedì.