Maxi sequestro antimafia, sigilli al tesoro di Agostino Marzo

DIA Lecce

 SAN DONATO (LE)   –  Sigilli all’impero milionario di Agostino Marzo, 53 anni, di San Donato, di professione autodemolitore, già condannato per ricettazione, detenzione illegale di armi e munizioni, furto e lesioni. Nelle scorse ore, gli uomini della DIA di Lecce, hanno sequestrato con un provvedimento d’urgenza emesso dalla I Sezione Penale del Tribunale, su richiesta della Procura, beni mobili e immobili per un valore complessivo che si aggira attorno ai 15 milioni di euro.

Eppure, tra i redditi dichiarati ed il patrimonio a lui riconducibile, la Direzione Investigativa Antimafia, avrebbe accertato una sproporzione di quasi 7 milioni di euro. Sarà ora lo stesso imprenditore a dover dimostrare la legittimità di tutti i passaggi. Lo potrà fare il prossimo 12 aprile, nel corso dell’udienza di convalida. Tra i beni finiti sotto sequestro, intestati non solo a lui, ma anche alla moglie ed al figlio, ci sarebbero conti correnti bancari, Buoni Postali del Tesoro e una serie di immobili tra San Donato e Lequile.

A partire dalla stessa autodemolizione, la ‘Euro 2000’, che si estende su un terreno di 50.000 mq, al cui interno vi erano stoccate 5.000 carcasse d’auto. Sigilli anche ad una villa, di 340 mq, con piscina, a tre capannoni industriali, ad una casa colonica e ad un impianto sportivo, costituito da campo di calcio, con tribune e gradinate, pista per atletica leggera, campo da tennis, palestra, spogliatoi e bar; sotto sequestro anche una masseria edificata su un fondo rustico di 8 ettari; due appartamenti, un capannone industriale, aree edificabili e numerosi fondi agricoli per complessivi 4 ettari.

Stando agli accertamenti degli investigatori, Marzo avrebbe dichiarato, dal 1985 al 2012, entrate per 1 milione di euro, a fronte di uscite per 2 milioni e 800.000, con una sproporzione di oltre 6 milioni di euro fra i redditi dichiarati ed il patrimonio in suo possesso.