Paradosso Omfesa, ore decisive: è pressing sulle banche

protesta omfesa

LECCE – Ore decisive o meglio minuti decisivi nella paradossale vicenda Omfesa, l’azienda di Trepuzzi che vive la contraddizione di avere le maestranze in cassa integrazione o in mobilità, di avere commesse per far ripartire la produzione, ma di non poterlo fare a causa del credito negato da alcuni istituti di credito.

E proprio le banche si vedranno nel pomeriggio, in un incontro tecnico fissato poco dopo le 15, per decidere cosa fare. Il punto è sempre quello dell’anticipazione di capitali per realizzare le commesse già ricevute da Trenitalia. Del pool di 5 banche, tre sarebbero pronte a venire incontro a Omfesa, ovvero Monte Paschi di Siena, Banca Popolare Pugliese e Banco di Napoli, mentre due degli altri istituti di credito, cioè Unicredit e Banca Popolare di Bari continuerebbero a nicchiare.

Nel frattempo, la crisi Omfesa ha prodotto conseguenze sociali drammatiche, con manifestazioni dei lavoratori arrivate fin davanti al Tribunale e ad un incontro degli operai con il Procuratore Motta. Anche per questo continua il pressing sulle banche, le uniche che hanno in mano il bandolo per dipanare la matassa Omfesa. Pressing istituzionale come quello, ormai quotidiano, degli uffici della Prefettura guidata da Giuliana Perrotta. E pressing politico e bipartisan, come quello esercitato da Pd e Pdl.

In mattinata, una delegazione di amministratori comunali di Trepuzzi insieme al Consigliere provinciale Alfonso Rampino, hanno incontrato il vice Prefetto vicario per sottolineare i drammatici risvolti socio-economici che la vicenda Omfesa sta portando nella comunità.

Mentre a rivolgersi direttamente alle banche, con un avvertimento che sa di minaccia, è Alfredo Mantovano: “Il ‘paradosso Omfesa’ è al punto limite – dice l’ex Sottosegretario – tutti sanno che l’azienda garantisce rispetto agli affidamenti chiesti. Tutti sanno che il finanziamento andrà a buon fine, se l’assenso verrà da tutte le banche coinvolte. Tutti sanno che è sufficiente la dissociazione di uno/due istituti per mandare a monte l’operazione. Se ciò accadesse come rischia di accadere, non costituirà una soddisfazione additare quegli istituti come i responsabili dell’assurdo affossamento di un’azienda”.