Cassintegrato e disperato? “No, col Tfr poteva provvedere”

tribunale civile lecce

LECCE – “Se la Corte d’Appello ha disposto il pagamento di ulteriori 200 euro in favore della ex moglie, madre di suo figlio, è perchè il 27enne leccese, protagonista di questa vicenda ha percepito oltre 10mila euro di liquidazione”. Questa la replica della difesa della ex coniuge del giovane salentino che sostiene di non avere più un’esistenza dignitosa da quando è obbligato ad utilizzare tutto il suo attuale stipendio per il mantenimento della donna e del loro figlio di 2 anni.

Il 27enne, con il suo Avvocato Gaetano Vissicchio aveva puntato il dito contro una sentenza d’Appello che lo obbligava a pagare ulteriori 200 euro per il mantenimento della donna, oltre ai 200 che già versava in favore del figlio e la rata del  mutuo dell’abitazione per ulteriori 570 euro.

L’Avvocato Giuseppe Romano che assiste la donna, spiega come anche il pagamento del mutuo per la casa coniugale in cui abita la sua assistita col piccolo, sia giustificato dal fatto che l’immobile è e resterà di proprietà dell’ex marito che, tra l’altro, non pagherebbe più alcuna rata del finanziamento ottenuto per arredare l’abitazione.

“Preme evidenziare – ha sottolineato il legale della donna – che il 27enne anche dopo il provvedimento d’Appello, ha versato  esclusivamente la somma 200,00 euro mensili, nonostante le somme percepite a titolo di Tfr. La donna è riuscita a sopravvivere – ha specificato – soltanto grazie all’aiuto dei propri genitori che hanno contributo a non far mancare nulla soprattutto al bambino. La  ex moglie non ha un lavoro – ha proseguito il legale – perchè deve provvedere alle cure del bimbo. A questo servono gli ulteriori 200euro, non di certo per divertirsi – ha concluso – cosa di certo difficile con la esigua somma di cui si parla.”