Attentato, nuove rivelazioni. Parato: “Io e Vantaggiato soci”

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BRINDISI – Nuovi e inquietanti scenari emergerebbero sulla strage del 19 maggio scorso alla scuola Morvillo-Falcone, in seguito alle rivelazioni fatte agli inquirenti da Cosimo Parato, la prima vittima della follia omicida di Giovanni Vantaggiato e suo ex socio. Particolari importanti che contribuirebbero a irrobustire le indagini, fornendo elementi utili a comprendere retroscena e movente. Vantaggiato non un folle che esige vendetta contro il mondo per pura pazzia, ma custode di verità ancor più scottanti, lascerebbe presagire dalle sue dichiarazioni Cosimo Parato che il 24 febbraio 2008 fu quasi ucciso da una bomba piazzata da Vantaggiato in una bici nel condominio dove vive a Torre: lui non è mai stato il truffatore ha ribadito, e Vantaggiato non è mai stato il truffato, hanno invece lavorato insieme per lucrare su scorte in nero di gasolio. La seconda verità di Parato, apre a sua volta nuove piste: Vantaggiato non era l’unico in famiglia a sapere di esplosivi ed ordigni. Ora si tratta di trovare riscontri e poi di puntare di nuovo sulla Morvillo-Falcone, risalendo dalla nuova strada tracciata dall’interrogatorio di venerdì di Cosimo Parato.

“Io non ho mai truffato Vantaggiato – ha detto Parato al Pm nel corso dell’interrogatorio – ma ero invece una parte indispensabile dell’attività in nero condotta dal commerciante di carburanti responsabile della strage della scuola Morvillo-Falcone”. Secondo Parato, Giovanni Vantaggiato avrebbe per lungo tempo ricavato scorte in nero di gasolio da riscaldamento scaricando, nelle caldaie degli edifici pubblici, quantitativi inferiori a quelli stabiliti dai contratti. Le quote di carburante sottratte finivano poi in un  circuito di vendita parallelo. Parato sostiene di aver aiutato Vantaggiato che lo chiamava ogni volta che aveva una partita di gasolio da piazzare, almeno per un milione di litri.

Il commerciante di Copertino, per spostare i carichi in nero aveva comunque bisogno di bolle di accompagnamento di comodo e allora, le intestava ad un membro della famiglia Parato. Cosimo Parato a sua volta forniva gli assegni a vuoto, che servivano perciò come pezza giustificativa per le avvenute consegne. Il gasolio ovviamente finiva altrove e i due si dividevano al 50% non l’intero ricavo, ma solo la quota del prezzo per litro che riuscivano a strappare in più. Poi intervenne la  Finanza e le cose iniziarono ad andare per il verso sbagliato, gli affari tra i due andarono a monte e il rapporto con Parato si incrinò e divenne pericoloso, per cui quest’ultimo doveva sparire, perchè sapeva troppo ed avanzava soldi. Poi il tentativo di omicidio e visto che era fallito, la denuncia della moglie di Vantaggiato, Giuseppina Marchello, per la seconda volta esattamente una settimana dopo l’attentato, quando è chiaro che non morirà.