BARI – Sul tavolo del presidente Antonio Decaro c’è una la scelta da fare in meno di due settimane: coprire tutto il disavanzo da 369 milioni con le tasse oppure racimolare tutto il possibile dal bilancio, diminuire le perdite e coprire con le addizionali ciò che manca?
Scelte che pongono in evidenza un dato: alternativa alle tasse non sembra ci sia. Entro il 30 aprile, quando è fissato l’incontro con i ministeri della Salute e dell’Economia, la Regione dovrà presentarsi con una strategia chiara. Il problema è che le risorse disponibili, almeno allo stato attuale, non sembrano sufficienti a chiudere il buco senza conseguenze.
Le strade possibili sono due. La prima è stringere la cinghia: tagliare il più possibile dal bilancio regionale, riducendo così la quota da coprire con nuove entrate fiscali. La seconda è scegliere di non svuotare le casse degli assessorati e finanziare il disavanzo soprattutto con un aumento dell’addizionale Irpef.
Una decisione che è tutta politica. Perché da un lato ci sono i contribuenti, dall’altro la possibilità di arrivare al primo bilancio dell’era Decaro risorse per trasporti, welfare, cultura eccetera.
I numeri raccontano un quadro delicato: il gettito Irpef regionale oggi supera di poco gli 89 milioni di euro e la maggior parte dei contribuenti che sono circa 1 milione 900mila si concentra nelle fasce di reddito medio-basse. Questo significa che far pagare solo i redditi più alti non basterebbe. E allora prende quota l’ipotesi di un aumento graduale delle addizionali, ma più esteso.
Nelle prossime settimane Decaro dovrà decidere come distribuire il peso di questa zavorra. E da quella scelta passerà anche l’impronta politica del suo primo bilancio.