Cronaca

Sotto la maschera di coniugi “per bene” si nascondono due usurai: indagata coppia di Maglie

MAGLIE- Un’indagine per usura nata da un’altra per estorsione. Due insospettabili e rispettabili coniugi di Maglie sono, in realtà, degli strozzini con tanto di libro mastro a documentare la loro attività portata avanti con prestiti a tassi oltre il 30 per cento annuo, per la quale rilasciavano anche delle “ricevute fai da te”. Gli agenti del commissariato di Polizia di Otranto, diretto dal dott. Nicola Fucarino, hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari e un avviso di garanzia, emessi dalla Procura della Repubblica di Lecce, per il reato di estorsione continuata, usura pluriaggravata, tentata estorsione e minacce gravi nei confronti di un 23enne di Giurdignano, di un 60 enne di Maglie e la moglie 57enne di quest’ultimo.

Tutto è nato dalla denuncia per estorsione depositata da un imprenditore agricolo di Otranto: aveva assunto un giovane con precedenti penali, che ben presto ha iniziato a chiedergli denaro, minacciandolo e sottolineando che i soldi gli servissero per uno zio che era in carcere. se non avesse pagato, l’imprenditore avrebbe subito danni, i suoi familiari non sarebbero stati al sicuro, e neanche le sue proprietà, perché il 23enne avrebbe -una minaccia tra le tante- incendiato i capannoni dell’azienda. Gli investigatori riuscirono a documentare sei episodi di estorsione nel periodo compreso fra il mese di Marzo e quello di Luglio 2014, a suon di tranche da 1.000, 2.000 e 3.000 Euro.

La vittima raccontò di essersi anche rivolto ad un centro antiracket e usura di Bari, ma di aver continuato a pagare prima di rivolgersi alle forze dell’ordine. Ed è qui che scatta la domanda chiave dei poliziotti: la vittima dove trovava tutto il denaro per pagare il giovane estorsore? Ed ecco scoperchiato il vaso di Pandora. I soldi glieli “prestava” una coppia di persone “per bene”, marito e moglie di Maglie -lui pensionato, lei ancora al lavoro nell’attività di famiglia-. Intercettazioni telefoniche e indagini meticolose hanno documentato l’attività usuraia. durante una perquisizione, sono stati sequestrati alcuni libri mastri contenenti la contabilità relativa all’attività illecita, in cui erano registrati i diversi movimenti riferibili alle somme versate e ai tassi di interesse applicati.

Il denaro prestato andava da alcune decine di migliaia di Euro fino a 200.000. Con un appostamento, gli agenti hanno documentato uno scambio: un uomo, che aveva un “conto” da 205.000 Euro, consegnava una busta all’usuraio e questo lo invitava a fermarsi un po’ con lui, a non avere fretta, perché lui mica era un delinquente. La Polizia ha convinto la vittima a denunciare. E ancora: la coppia aveva una cassetta di sicurezza depositata in banca in cui c’erano 120.000 Euro divisi in buste da 12.000 ciascuna. C’è da sottolineare che i due non hanno interrotto l’attività illecita neanche dopo l’intervento degli agenti. Sono solo quattro le vittime al momento individuate ma, stando alla contabilità dei coniugi, ce ne sono decine. La Polizia invita a denunciare per uscire dal tunnel dello strozzinaggio e per raccogliere ulteriore materiale che, non è escluso, possa far scattare un provvedimento più pesante.

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