Cresce a passo di lumaca (+0,4%), meno della media del Paese (+0,7%) e del Mezzogiorno (+0,5%). Questa la fotografia dell’economia pugliese nel 2025, secondo il rapporto presentato a Bari da Bankitalia. “Abbiamo registrato andamenti abbastanza differenziati all’interno dei settori: a un andamento poco favorevole del comparto agricolo, si contrappone un andamento significativamente positivo del comparto delle costruzioni, che beneficia ancora della realizzazione degli interventi finanziati con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza”, specifica il direttore della sede barese di Bankitalia, Marcello Malamisura.
Il valore aggiunto industriale è cresciuto dello 0,5%, investimenti delle imprese rafforzati grazie alla riduzione del costo del credito, valore aggiunto aumentato del 3,4% nel comparto delle costruzioni, con l’andamento delle opere pubbliche spinto dal Pnrr.
Male l’edilizia privata: giù le compravendite di abitazioni, ridotte dello 0,9%, mentre i prezzi delle case sono cresciuti del 3,7%. Frena anche il terziario, +0,3%, con il commercio penalizzato dalla debolezza dei consumi. In agricoltura il valore aggiunto è calato, con la “crisi idrica che nel 2024 ha continuato a incidere negativamente sui raccolti”.
Segno più per il turismo, con arrivi e presenze cresciuti rispettivamente, nel 2025, del 13,1% e del 10,4%. Vincenzo Mariani, capo divisione Analisi e ricerca economica territoriale della Banca d’Italia sede di Bari, evidenzia che “il comparto ha registrato una crescita abbastanza sostenuta, in misura più accentuata rispetto ad altre regioni italiane”. Ma, anche nel turismo, il report di Bankitalia registra un neo: “l’elevata diffusione di lavoro stagionale e part time, con retribuzioni inferiori alla media del settore privato”.
Spostando lo sguardo indietro al periodo fra il 2007 e il 2023, la Puglia ha registrato un aumento del valore aggiunto dell’1,1%. Il recupero ha interessato in particolare le province di Bari, Lecce e Bat. Male invece Brindisi (-1,1%) “penalizzata da industria e costruzioni”, Foggia (-3,5%) “che ha risentito del calo di costruzioni e servizi” e Taranto (-5,1%) “anche per le difficoltà del siderurgico”.