LECCE – Uno sguardo al passato con un occhio rivolto al futuro. L’Accademia delle Belle Arti di Lecce si fa in tre per ospitare altrettante mostre dal grande significato culturale e artistico.
Si comincia con l’opera site-specific “Key of Lecce”, realizzata da Alfred “Milot” Mirashi: due metri e sessanta di altezza (e di bellezza)) in acciaio corten, si inserisce nel ciclo dei noti passpartout monumentali. L’opera dell’artista albanese, ma fiorentino d’adozione, rappresenta un simbolo verso i temi della pace, dell’inclusione e del dialogo interculturale ed è destinata a diventare una installazione permanente negli spazi dell’Accademia.
A regalarci un passo a ritroso nel tempo è la mostra antologica “Outside the Academy. Alumnae & Alumni”, generazioni 1930–1979: un’iniziativa che racchiude quarant’anni di storia dell’Accademia leccese, dedicata agli studenti che hanno calcato aule e laboratori di questo prestigioso istituto lasciando un’impronta significativa sul piano artistico. Un linguaggio espressivo eterogeneo che ha descritto gli anni dalla seconda metà del Novecento fino alla contemporaneità.
La memoria è un valore da non disperdere perché consente di costruir e consolidare un’identità e ci offre una traccia per il futuro. Un assunto che ha dato il là ad un percorso ad hoc avviato dall’Accademia che dopo aver valorizzato docenti ed ex docenti come Salvatore Sava e Luigi Spanò ha deciso di omaggiare Salvatore Spedicato, storico docente di scultura e direttore personalità cardine dell’istituzione artistica e della cultura del territorio. La sua “Nascita di Venere. Sculture e acqueforti 1981–1990”, rappresenta un segno tangibile della qualità espressiva dell’artista.
Le tre esposizioni, corredate dalla realizzazione di cataloghi nei tipi di Sfera Edizioni Bari, concepiti come strumento di documentazione, studio e diffusione critica, sono curati da Massimo Guastella, ordinatore delle mostre.
La memoria è un valore da non disperdere perché consente di costruir e consolidare un’identità e ci offre una traccia per il futuro. Un assunto che ha dato il là ad un percorso ad hoc avviato dall’Accademia che dopo aver valorizzato docenti ed ex docenti come Salvatore Sava e Luigi Spanò ha deciso di omaggiare Salvatore Spedicato, storico docente di scultura e direttore personalità cardine dell’istituzione artistica e della cultura del territorio. La sua “Nascita di Venere. Sculture e acqueforti 1981–1990”, rappresenta un segno tangibile della qualità espressiva dell’artista.
Le tre esposizioni, corredate dalla realizzazione di cataloghi nei tipi di Sfera Edizioni Bari, concepiti come strumento di documentazione, studio e diffusione critica, sono curati da Massimo Guastella, ordinatore delle mostre.