Dall’incisione alla litografia, dalla pittura alla cianotipia, fino alla grafite e alle tecniche digitali e miste. Sono opere figlie di linguaggi differenti quelle hanno colorato l’Accademia di Belle Arti di Lecce per il vernissage del Levante Prize. Il concorso internazionale che per il secondo anno consecutivo ha trasfromato l’istituto in un punto d’incontro tra la cultura italiana e quella orientale, unendo studenti di diverse nazionalità e registrando ben centonove candidature. Venticinque i lavori in gara, a cui se ne aggiungono cinque fuori concorso. Tra tutti, la giuria ha premiato come vincitrice assoluta la studentessa Jielin Yan con la sua opera intitolata “Anello dei domini”.
Oltre al premio assoluto, la giuria (composta dalle professoresse Nicoletta Scilimati e Patrizia Staffiero insieme a Sui Yanchao) ha assegnato riconoscimenti ad altri artisti, provenienti da accademie e istituti italiani, albanesi e cinesi. Ad impreziosire il vernissage gli interventi musicali degli studenti del Conservatorio “Tito Schipa” e il dj set finale. L’iniziativa rientra nel progetto “Diary”, finanziato dal Pnrr per rafforzare l’internazionalizzazione delle accademie insieme ai partner di Siracusa, Matera e Tirana. Il linguaggio universale dell’arte è usato per superare ogni frontiera.
L’Accademia di Belle Arti di Lecce diventa così il principale hub culturale e didattico del sud Italia per i rapporti con l’Asia. Un traguardo raggiunto facendo rete insieme a Università del Salento e Conservatorio, suggellato all’inaugurazione da Wang Chengjiao, in rappresentanza dell’Ambasciata della Repubblica Popolare di Cina in Italia. A breve partiranno due nuovi corsi di laurea che daranno ai ragazzi la possibilità di studiare un anno a Lecce e un anno in Cina.