CASARANO – Cala il sipario sulla stagione del Casarano al termine dei playoff nazionali di Serie C. La doppia sfida contro l’Union Brescia ha sorriso ai lombardi, trionfanti con un netto 3-0 sancito all’andata. Ma la storia che resterà impressa nella memoria del tifo salentino non è quella del risultato, bensì quella di un popolo che al triplice fischio dell’andata, con tre gol già incassati e la qualificazione virtualmente compromessa, ha scelto di restare sugli spalti del Capozza ad applaudire la propria squadra.
Un gesto che dice tutto su ciò che questo gruppo ha saputo costruire nel corso di una stagione partita con un obiettivo minimo, la salvezza, e conclusa da protagonista. Vito Di Bari ha plasmato una mina vagante capace di battere corazzate come Cosenza e Renate, portando il Casarano dove nessuno si aspettava potesse arrivare.
I gol di Mino Chiricò, scarpa d’oro della categoria, hanno trascinato i rossazzurri in lungo e in largo. Ma è stato l’amalgama di un gruppo unito, guidato con intelligenza e cuore da Di Bari, a rendere questa squadra qualcosa di più di una semplice sorpresa di stagione.
Al triplice fischio del ritorno, le lacrime del tecnico hanno detto tutto. Non il pianto di chi ha perso, ma quello di chi sa di aver dato tutto e di aver vissuto qualcosa di raro. Il Salento lo ha capito, e lo ha applaudito ancora.