BRINDISI – C’è fermento in casa Brindisi. Finita l’adrenalina di un campionato d’Eccellenza semplicemente straordinario, la società adriatica si è già messa al lavoro per costruire il progetto che dovrà portare i biancazzurri a recitare un ruolo da protagonisti nel prossimo girone H di Serie D. Un anno di attesa, un anno di riflessione — e poi la rincorsa, stavolta con ambizioni ancora più solide.
La stagione appena conclusa ha lasciato un segno difficile da cancellare. Il Brindisi ha dominato il girone unico dell’Eccellenza pugliese senza mai cedere, chiudendo l’intero campionato da imbattuto: un primato condiviso, a livello nazionale, soltanto con l’Ossese, capolista del girone sardo. Un record che racconta meglio di qualsiasi statistica il livello di superiorità espresso dalla squadra guidata da Totò Ciullo, capace di trascinare il gruppo con personalità e visione tattica lungo tutto l’arco di una stagione che definire dominante sarebbe quasi riduttivo.
Eppure, proprio la figura del tecnico rappresenta oggi il principale punto interrogativo sul tavolo della dirigenza. La società sta valutando con attenzione se dare continuità al progetto con Ciullo in panchina, una scelta che non è affatto scontata nonostante i risultati eccezionali. Le dinamiche del salto di categoria, le ambizioni del club e le esigenze di un contesto più competitivo come la Serie D impongono una riflessione approfondita, che nelle prossime settimane troverà una risposta definitiva.
In questo scenario, un ruolo centrale lo giocherà inevitabilmente il direttore sportivo Righi, fresco di rinnovo contrattuale dopo aver costruito mattone su mattone la macchina da guerra che ha sbriciolato l’Eccellenza. È lui che dovrà tracciare la rotta sul mercato, individuare i profili giusti per competere ad un livello superiore e garantire alla piazza un organico all’altezza delle aspettative. La sua conferma è un segnale chiaro: la società crede nel lavoro svolto e vuole preservare la continuità di un progetto che ha già dimostrato di funzionare.