BRINDISI – Alle 18.00 di oggi la Valtur Brindisi torna in campo e lo fa al PalaPentassuglia contro Avellino. Una sfida chiave per i biancoazzurri, chiamati a vincere per rilanciare le proprie ambizioni e restare agganciati al gruppo di testa del campionato di Serie A2. Coach Bucchi alla vigilia è stato chiaro: serve una reazione immediata, soprattutto dopo la sconfitta di Cividale. Ma l’avversario è di quelli duri. Avellino arriva nel Salento con grande fiducia, dopo aver battuto di venti punti la capolista Pesaro nel turno infrasettimanale. Per Brindisi sarà fondamentale recuperare energie e farsi trovare pronta per una partita intensa, fisica e tutt’altro che semplice.
Il ko di Cividale, quarto nelle ultime cinque trasferte, ha acceso più di un campanello d’allarme in casa Valtur. L’unica vittoria esterna recente è arrivata contro Roseto, fanalino di coda, e solo grazie a un canestro allo scadere. Lontano dal PalaPentassuglia, insomma, Brindisi continua a faticare. E pensare che proprio Cividale poteva rappresentare una grande occasione. Pesaro, Verona e Rimini avevano perso, rendendo la classifica ancora più corta: nove squadre racchiuse in appena quattro punti. Un’opportunità che i biancoazzurri non sono riusciti a sfruttare, apparendo a tratti confusi e poco lucidi. L’unica nota positiva è arrivata nel finale, con la reazione che ha permesso di difendere il +9 dell’andata e salvare la differenza canestri. Una piccola consolazione, come ha sottolineato anche Bucchi, ma potenzialmente pesante in un campionato così equilibrato.
Dal punto di vista tecnico, alla squadra sembra mancare qualcosa. I tre esterni Cinciarini, Francis e Copeland insieme faticano a trovare continuità, mentre Maspero è ormai fuori dalle rotazioni. Ma il vero nodo sembra essere l’assenza di un’ala piccola: un giocatore capace di collegare esterni e lunghi, di attaccare il ferro e dare soluzioni diverse in attacco. Oggi Brindisi vive troppo di tiri da fuori o di gioco in post. Contro Avellino servirà molto di più. Perché il tempo stringe e la classifica non aspetta.