La grande pira è tornata a bruciare a Novoli e, ancora una volta, la Fòcara si conferma rito capace di incantare il Salento, la Puglia e di viaggiare oltre i confini nazionali, parlando un linguaggio universale fatto di fuoco, musica e comunità. L’antico appuntamento dedicato a Sant’Antonio Abate si è rinnovato nel segno della tradizione, trasformando Novoli in un palcoscenico a cielo aperto dove sacro e spettacolo si fondono.
La piazza ha danzato fino a notte fonda, attraversata da suoni provenienti dal mondo e da spettacolari giochi pirotecnici che hanno accompagnato l’accensione della monumentale pira composta da oltre 30mila fascine di tralci di vite. Migliaia le presenze, con un pubblico eterogeneo arrivato da ogni parte della regione e oltre, a testimonianza di una festa che unisce generazioni, devozione popolare e attrazione culturale.
Protagonista della serata è stata la musica, con un programma ricco e variegato: dalle sonorità della tradizione salentina di Antonio Castrignanò e dei Taranta Sound, fino alle contaminazioni internazionali che hanno portato sul palco ritmi reggae e suggestioni africane.
A emozionare il pubblico anche il momento dedicato all’Inno di Mameli, interpretato dalla cantante britannica di origine salentina Carly Paoli, capace di dare voce a un passaggio carico di intensità simbolica.
Attorno alla Fòcara, le fiamme hanno acceso non solo la notte ma anche il senso di appartenenza di un’intera comunità. Un fuoco vivo e potente, che continua a raccontare la storia di Novoli e del Salento, rinnovando ogni anno un rito antico che sa ancora parlare al presente e guardare lontano.