CINECLUB – Benvenuti gentili e soprattutto curiosi lettori di TeleRama, al consueto appuntamento settimanale con Cineclub, dove le protagoniste assolute sono le uscite più attese nel mondo del cinema.
Cominciamo le nostre proposte settimanali con il cult d’animazione Memories, diretto da Koji Morimoto, Tensai Okamura e Katsuhiro Ōtomo. Uscito per la prima volta nel 1995 e tratto dall’omonima raccolta di storie brevi scritte e disegnate proprio dal papà di Akira, il film è suddiviso in tre episodi diretti rispettivamente da un regista differente. La trama si concentra su tre storie separate ma interconnesse, che usano la fantascienza per analizzare tematiche filosofiche e complesse come il doppio, la memoria e il rapporto con la tecnologia. Per l’anniversario dei trent’anni, non si può perdere un’occasione del genere in sala.
In sala c’è anche un altro grande classico, in onore dei 50 anni dalla prima distribuzione nel 1975, ovvero Qualcuno volò sul nido del cuculo di Miloš Forman. Con protagonista un Jack Nicholson trentottenne, il film drammatico tratto dall’omonimo romanzo di Ken Kesey è uno dei pochissimi ad aver ottenuto tutte e cinque le statuette più importanti degli Academy awards. Nella cerimonia del 1976, il film ottenne: un oscar per il miglior attore protagonista, uno per la migliore attrice protagonista andato a Louise Fletcher, uno per la migliore sceneggiatura non originale, uno per la migliore regia e uno per la migliore pellicola. Sono solo tre i film ad aver ottenuto questo risultato: Accadde una notte di Frank capra, il film di Forman e Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme.
Incentrato sulla figura di Randle Mcmurphy, un galeotto che si crede troppo furbo per la galera, il lungometraggio analizza la concezione di follia, facendo chiedere al pubblico chi sia il vero pazzo: chi sogna la libertà? O chi costruisce muri su muri, fisici ed ideologici? A voi la risposta.
Concludiamo i consigli con il trhiller grottesco No other choice – non c’è altra scelta di Park Chan-wook. Presentata all’ultima edizione del Festival del cinema di Venezia, la pellicola è stata anche una di quelle maggiormente apprezzate dalla critica e in generale dai cinefili presenti alla kermesse.
Il lungometraggio coreano analizza la vita di un uomo come tanti, con 25 anni di esperienza in un lavoro specifico e che lo soddisfa pienamente, che sarà costretto a riaffacciarsi al mondo del lavoro dopo che la sua azienda l’avrà licenziato senza preavviso. Pur di ottenere un impiego, l’uomo supererà ogni limite morale e arriverà ad assassinare un uomo.
Criticando aspramente l‘eccessiva competizione che definisce il mercato del lavoro contemporaneo, il regista coreano ha realizzato una commedia nera che fa immergere completamente lo spettatore nelle sue logiche folli e ipoteticamente assurde.