Dopo la convincente vittoria casalinga contro Verona, coach Bucchi guarda già avanti. Il messaggio è chiaro: la vera sfida adesso è mentale. Perché battere una squadra di vertice come Verona è stimolante, ma per vincere un campionato serve la stessa fame anche contro avversari che, sulla carta, possono sembrare più abbordabili. Squadre come Roseto, ad esempio, che però scendono sempre in campo con il sangue agli occhi. È da qui che passa la durezza mentale necessaria per restare in alto.
E al PalaPentassuglia, contro gli scaligeri, Brindisi ha dato una risposta fortissima. Nonostante una settimana complicata, segnata da influenze e allenamenti a ranghi ridotti, i ragazzi di Bucchi hanno messo in campo la miglior difesa vista finora in campionato. Verona, che viaggiava a 78 punti e mezzo di media, si ferma a quota 55.
I numeri raccontano una partita dominata: nessun avversario in doppia cifra, 19 palloni recuperati – 5 solo da Cinciarini – e un impressionante 28 tiri liberi tentati contro appena 4 concessi. Ma soprattutto, quel meno 14 dell’andata completamente ribaltato.
Verona va fuori ritmo, è costretta a forzare e a perdere palloni. Emblematico il 4 su 23 da tre punti: una percentuale che pesa, figlia della pressione costante, dei cambi difensivi puntuali e dei pochissimi tiri realmente aperti concessi da Brindisi.
La Valtur apre così il 2026 e il girone di ritorno nel miglior modo possibile, restando in vetta alla Serie A2, in coabitazione con Pesaro e Rimini a quota 28 punti.
Domenica, però, c’è un altro esame difficile: la trasferta di Cremona, reduce dalla vittoria sul campo di Forlì. E anche lì serviranno la stessa intensità e la stessa fame.
