Dopo anni di rinvii, sospensioni e ombre amministrative, il caso Eka torna ufficialmente sul tavolo dell’Università del Salento. Giovedì prossimo il Senato accademico sarà chiamato a esprimere un parere sul piano di razionalizzazione delle partecipate, documento che ogni anno l’Ateneo deve approvare entro dicembre. Un passaggio ordinario solo in apparenza, perché quest’anno comprende un punto mai affrontato davvero negli ultimi cinque anni: la dismissione della quota del 10% dalla società spin-off Eka srl, fondata nel 2010 e oggi al centro di polemiche e interrogativi.
La decisione di uscire dalla compagine societaria era stata presa già nel 2020, in applicazione del regolamento che impone all’Ateneo di restare negli spin-off per un massimo di cinque anni. Ma quella delibera è rimasta lettera morta. Nel 2022, e poi ancora nel 2023 e 2024, la dismissione è stata sospesa con la motivazione che Eka era coinvolta nel progetto regionale INT, in attesa di una comunicazione formale del Dipartimento di Ingegneria sulla conclusione delle attività.
A cambiare lo scenario è stato proprio quel documento: il direttore del Dipartimento avrebbe comunicato che INT è chiuso. Un fatto che, da solo, rimette in moto la procedura di dismissione, finora congelata. Ma a pesare sul clima in Ateneo è anche un altro elemento: la richiesta dell’amministratore di Eka, corredata da un parere legale, presentata a marzo 2024 per chiedere la revisione della decisione del 2020. Una richiesta che sarebbe rimasta nel cassetto dell’ex rettore Fabio Pollice per oltre 18 mesi e riemersa solo a settembre, durante i lavori della Commissione spin-off, scatenando le proteste del professor Luigi Melica e un esposto ai revisori dei conti.
Secondo quanto emerge da fonti interne, quella richiesta potrebbe non comparire nemmeno nei documenti posti all’attenzione del Senato: l’Ateneo avrebbe scelto di non esaminarla e di procedere direttamente con la dismissione. Una scelta dettata dall’imbarazzo generato dalla mancata trasmissione agli organi accademici di un atto formalmente protocollato.
La novità sostanziale è che UniSalento non solo conferma la volontà di uscire da Eka, ma avvia anche la fase operativa: è stata nominata una commissione incaricata di determinare il valore della quota, stimato vicino al milione di euro.