MELENDUGNO – A Torre Sant’Andrea il crollo della falesia continua inesorabile. Nel fine settimana l’insenatura è stata interessata dall’ennesimo corposo cedimento del costone. Il crollo è avvenuto in un punto che era ancora accessibile, mentre gran parte del percorso era stato già interdetto negli anni precedenti a causa di altri crolli.
L’area, dopo il sopralluogo dell’amministrazione, è stata messa in sicurezza.
Appena due mesi fa l’amministrazione comunale ha presentato alla Regione Puglia un progetto per circa 3 milioni di euro destinato, in particolare, al contrasto dell’erosione nel tratto della baia di denominato l’Orsetta.
<<Purtroppo negli ultimi anni si sono verificati fenomeni di erosione molto importanti in tutto il Salento -dice il sindaco Maurizio Cisternino – Da soli i Comuni non hanno i mezzi tecnici ed economici per intervenire nelle opere di consolidamento, le quali richiedono, necessariamente, anche un accurato studio di fattibilità da parte di un team di esperti. Per questo è auspicabile e quanto mai necessario che sia la Regione a coordinare un piano generale di intervento. Non a caso il nostro Comune è stato il primo a presentare il progetto di consolidamento della costa bassa di Torre dell’Orso per contrastare l’erosione costiera, partecipando al recente Bando della Regione Puglia. Ma abbiamo bisogno di intervenire anche su tutto il litorale. Per questo auspichiamo che la Regione prenda a cuore questo problema e intervenga in modo urgente e coordinato per risolverlo.Certamente noi porremo in essere tutte le misure necessarie per salvare la nostra costa>>.
<<Non c’è più tempo da perdere, servono gli interventi urgenti che sollecito da quattro anni per salvare la falesia di Melendugno -interviene il consigliere regionale di FdI, Paolo Pagliaro – a dicembre 2021 proprio su questo ho presentato un’interrogazione urgente. Oggi il sindaco di Melendugno chiede quel che io chiedevo già allora: il coordinamento di un piano d’intervento da parte della Regione. Perché se è vero che la competenza primaria spetta al Comune, è anche vero che la Regione non può restare a guardare di fronte ad un rischio così alto per il patrimonio costiero e per l’incolumità pubblica.
La risposta scritta alla mia interrogazione, che arrivò a gennaio 2022 dalla Sezione pianificazione e programmazione interventi di difesa del suolo della Regione era ambigua, perché da una parte diceva che la struttura scrivente non è competente. Dall’altra, però, ammetteva che il Piano comunale delle coste, che deve uniformarsi al Piano regionale delle coste, dovesse prevedere interventi di consolidamento della falesia.
In effetti a dicembre del 2022, con un emendamento alla legge di bilancio, la Regione aveva previsto lo stanziamento di 200mila euro per gli interventi di messa in sicurezza sul costone di Melendugno, in aggiunta agli 80 mila euro destinati al consolidamento dell’antica torre.
A novembre 2024, quando la mia interrogazione del 2021 fu finalmente discussa in Consiglio regionale, chiesi quali interventi fossero stati effettivamente messi in campo dalla Regione per salvare la falesia di Melendugno, a quanto ammontassero i fondi stanziati e quale fosse il cronoprogramma. Il presidente Emiliano rispose – testualmente – che “probabilmente, sarebbe necessario, se il Comune ne ha interesse, perché il Comune allo stato non ha preso una posizione precisa, a interventi di recupero e risanamento costiero finalizzato alla riduzione dell’erosione dei litorali sabbiosi e della sensibilità ambientale, deve ovviamente muoversi in questa direzione secondo le norme tecniche del suo Piano regolatore, chiedendo alla Regione di intervenire”. Alla luce di questa ricostruzione, e vista la richiesta di intervento giunta oggi dal sindaco, è necessario fare chiarezza per capire quel sia lo stato dell’arte e porre fine ad un rimpallo di responsabilità che lascia tutto nelle sabbie mobili della burocrazia, mentre la falesia di Melendugno continua a sbriciolarsi>>.