LECCE – Oltre mille dispositivi di protezione sono stati attivati nella provincia di Lecce a sostegno delle donne che hanno avuto il coraggio di denunciare situazioni di violenza. La maggior parte dei casi, circa il 60%, si registra all’interno delle famiglie; il 10% riguarda il capoluogo, mentre il resto del territorio provinciale è coinvolto in maniera diffusa.
Questi dati, raccolti dall’Osservatorio sulla violenza di genere costituito in Prefettura e illustrati dal Prefetto Domenico Natalino Manno, sono stati al centro dell’evento organizzato in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’iniziativa, promossa dall’Ufficio territoriale del Ministero dell’Interno in collaborazione con Confindustria Lecce, si è svolta presso il Multisala Massimo e ha avuto l’obiettivo di promuovere la cultura della legalità, del rispetto e della responsabilità condivisa. Preoccupante resta, tra i dati emersi, lo stato di solitudine vissuto dalle vittime, spesso evidente anche nelle denunce raccolte.
All’evento hanno preso parte le massime autorità provinciali, le forze dell’ordine e rappresentanti della magistratura. Tra gli ospiti anche Don Antonio Coluccia, ma i protagonisti più importanti sono stati oltre 500 studenti degli istituti secondari di secondo grado della provincia.
Durante la cerimonia è stato proiettato il cortometraggio “Il Teatro della Vita”, ideato dal regista Alessandro Valenti e prodotto dalla società Scirocco Film, con il sostegno della Banca di Credito Cooperativo di Leverano. Il filmato sarà trasmesso dalle emittenti televisive locali. La mattinata si è resa ancora più intensa dalle testimonianze dirette di donne sopravvissute a situazioni di violenza e maltrattamenti, tra cui Imma Rizzo, madre di Noemi Durini, la sedicenne di Specchia uccisa dal fidanzato nel settembre del 2017.
