BRINDISI – Restano ancora da chiarire le circostanze che hanno portato alla morte di un neonato durante il travaglio nel reparto di ostetricia dell’ospedale Perrino di Brindisi. La famiglia della giovane madre, una trentenne di Ostuni, vuole capire se la tragedia fosse evitabile e se siano stati rispettati tutti i protocolli previsti. Per questo, nelle prossime ore, attraverso la legale Antonella Palmisano, sarà presentato un esposto in Procura con la richiesta di autopsia.
Secondo la ricostruzione, la donna era stata ricoverata dopo la rottura delle acque. Il decorso appariva regolare, tanto che il compagno era tornato a casa dal figlio di quattro anni. In tarda serata, con l’intensificarsi delle contrazioni, la paziente è stata portata in sala parto. Nulla lasciava presagire l’improvviso dramma: durante un controllo di routine non è stato più rilevato il battito del feto. Nel corso della notte, i medici hanno dichiarato il decesso.
La madre, distrutta dal dolore, è in buone condizioni fisiche, firmerà il mandato per l’esposto. La famiglia chiede risposte: cosa è accaduto in quelle ore, se vi siano state omissioni o ritardi, e soprattutto se il piccolo poteva essere salvato.
La vicenda scuote la comunità e pone interrogativi sulla gestione sanitaria di un evento che, fino a pochi minuti prima, appariva sotto controllo.
