MURO LECCESE – Che Muro Leccese fosse uno dei centri messapici più importanti del Salento è cosa risaputa. Ma questo piccolo comune a ridosso di Maglie riesce sempre a regalare straordinarie sorprese. I risultati degli ultimi scavi sono di notevole interesse sul piano scientifico. Nel corso della campagna archeologica, infatti, è stato riportato alla luce un tratto di 600 metri dell’antica cinta muraria di età messapica risalente al IV secolo avanti Cristo. Le mura, lunghe chilometri e costruite a struttura piena con blocchi di grosse dimensioni, marcano il territorio in maniera profonda rappresentando un elemento del paesaggio storico che si è andato stratificando in questo comprensorio.
C’è di più: nel quadro delle ricerche si inserisce anche l’eccezionale ritrovamento di un deposito costituito da 11 cippi decorati e iscritti, tutti sistemati in maniera ordinata durante la dismissione di un luogo di culto che è possibile datare all’età ellenistica, grazie alla scoperta di un vasetto contenente un tesoretto di monete. A breve distanza è stato recuperato un blocco attribuibile al timpano di un piccolo ingresso, su cui sono visibili alcune iscrizioni in messapico che rimandano anche a formule onomastiche non ancora attestate in ambito epigrafico.
All’esterno della cinta muraria è stata indagata, inoltre, una necropoli con sepolture databili all’età ellenistica e corredi composti da vasi (trozzelle e crateri) e oggetti dell’armamento militare (cinturone in bronzo). Da una sepoltura infantile proviene, infine, un pendente in vetro blu che raffigura una testa femminile.
Le più recenti indagini si sono concentrate nella parte nord dell’antico abitato, nel quadro di un progetto di scavo archeologico finanziato dal Ministero della Cultura promosso all’interno di un’iniziativa curata dal comune di Muro Leccese e realizzato sotto la supervisione della Sovrintendenza archeologica di Lecce, Brindisi e Taranto, il coordinamento del funzionario Dott. Vito Giannico e la direzione scientifica del Prof. Francesco Meo.
Per la città di Muro questa nuova scoperta rappresenta l’ennesima occasione per valorizzare il proprio territorio. Ma non finisce qui. Molto resta ancora da scoprire per riportare alla luce i fasti messapici di un tempo.
