RUFFANO – Ci vorrà ancora tempo per fare chiarezza sulla presunta maxi-truffa messa in piedi nel sud Salento. L’inchiesta sulla consulente finanziaria di 54 anni, di Ruffano, accusata di aver prosciugato i risparmi di decine di famiglie, non è destinata a chiudersi a breve: la procura ha infatti ottenuto una proroga di sei mesi per completare gli accertamenti.
La decisione porta la firma della Pm Simona Rizzo, che ha evidenziato la mole del lavoro investigativo ancora da compiere: decine di querele presentate, riscontri affidati al Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza e ulteriori sviluppi che potrebbero aprire nuovi scenari.
Il fascicolo è arrivato sul tavolo dei giudici dopo una perquisizione a casa della donna, conclusa con il sequestro di computer, cellulari e altri dispositivi, ora sotto la lente degli specialisti. Una perquisizione che si aggiunge a quella già avvenuta nei mesi scorsi, a pochi passi dall’ufficio che la professionista aveva aperto nel maggio 2024 con l’autorizzazione della Consob: un particolare che aveva consolidato la sua immagine di consulente seria e affidabile.
Secondo gli inquirenti, però, dietro la credibilità costruita negli anni si nascondeva un sistema capace di muovere svariati milioni di euro. Le presunte vittime sarebbero 38. Il meccanismo sarebbe stato raffinato ma efficace: promesse di rendimenti sicuri, contratti riservati, documenti falsi in apparenza ineccepibili. Rendiconti e prospetti facevano credere ai clienti che i loro soldi lavorassero sui mercati, quando in realtà sarebbero stati dirottati all’estero. Il risultato: conti svuotati e fiducia tradita, con la consapevolezza del raggiro arrivata solo quando qualcuno ha provato a recuperare le somme investite. L’indagata è accusata di truffa aggravata. La procura intanto sta cercando di ricostruire ogni passaggio, seguendo le tracce dei capitali e valutando l’impatto economico della presunta frode.