Un’altra estate è trascorsa ma nulla è cambiato: il rudere dell’ex lido Samsara continua a occupare l’arenile di Baia Verde, tra materiali fatiscenti, sporcizia e pericoli concreti per la sicurezza dei bagnanti.
La struttura, un tempo simbolo della movida salentina, giace da quasi dieci anni in stato di abbandono e degrado, complice una lunga vicenda giudiziaria che ne ha bloccato la definitiva rimozione. Nemmeno l’ultima ordinanza comunale del 6 marzo scorso, che avrebbe dovuto restituire l’area demaniale alla piena fruizione pubblica, è diventata esecutiva: tutto fermo, ancora una volta.
I villeggianti continuano a segnalare al nostro sportello Dilloatelerama lo stato di abbandono e il clima di insicurezza che circonda l’ex stabilimento, parlando di lamiere arrugginite e vetri rotti, di un vero e proprio ricettacolo di rifiuti e rifugio improvvisato, con un impatto devastante anche sul decoro della zona.
Lo “scheletro” del Samsara, con le sue strutture di legno e ferro arrugginito, rimane lì, immobile e pericolante. La promessa di un intervento risolutivo, atteso dopo l’ordinanza comunale di marzo, si è arenata in un nuovo stallo burocratico. Nel frattempo, i cittadini denunciano che la situazione è ormai diventata intollerabile e chiedono maggiori sicurezza. E mentre le carte giudiziarie continuano ad accumularsi, la Baia Verde resta ostaggio di un rudere che, estate dopo estate, racconta la frustrazione dei cittadini.
Elisabetta Paladini, classe 1986, giornalista pubblicista dal 2011. Redattrice di Telerama e conduttrice della trasmissione "Sono Sindaco"