BRINDISI – Il recente rinvio della dismissione delle centrali a carbone a Brindisi ha suscitato reazioni contrastanti, ma ha trovato il pieno sostegno di Confindustria Brindisi e del sindacato Uiltec, che vedono nella proroga una scelta strategica per la tenuta economica e occupazionale del territorio.
Il presidente degli industriali brindisini, Gabriele Lippolis, ha definito il rinvio del phase out una “misura di buonsenso” che consente di affrontare la transizione energetica con tempi e modalità più sostenibili. Secondo Lippolis, estendere l’orizzonte temporale per la chiusura delle centrali a carbone, come quella Enel di Cerano, permette alle imprese locali di pianificare investimenti e riconversioni senza compromettere la competitività.
Parallelamente, Confindustria sottolinea l’importanza di accelerare i progetti “green” previsti nell’accordo di programma per Brindisi, attualmente in fase di valutazione da parte di Invitalia. L’obiettivo è garantire una transizione energetica che non lasci indietro il tessuto industriale e i lavoratori, mantenendo attiva la produzione solo in caso di crisi internazionali.
Anche Uiltec ha espresso apprezzamento per la proroga, evidenziando come la chiusura affrettata delle centrali avrebbe potuto generare gravi ripercussioni occupazionali. Il sindacato ritiene che il tempo guadagnato debba essere utilizzato per definire un piano di riconversione industriale che tuteli i posti di lavoro e favorisca l’adozione di tecnologie sostenibili.