BRINDISI – La CGIL di Brindisi lancia un appello forte e chiaro: servono controlli rigorosi per garantire il rispetto dell’ordinanza regionale sulla tutela della salute dei lavoratori durante le ondate di calore. In un comunicato firmato dal segretario generale Massimo Di Cesare e dai rappresentanti delle sigle Nidil (Chiara Cleopazzo), Fillea (Giuseppe Maggiore) e Flai (Gabrio Toraldo), il sindacato denuncia il rischio crescente per chi lavora all’aperto, in particolare nei cantieri edili e nei campi agricoli, mentre le temperature nella provincia si avvicinano ai 40 °C.
L’ordinanza n. 350/2025 della Regione Puglia, emanata il 18 giugno, impone alle aziende la sospensione delle attività lavorative nei settori più esposti, dalle 12:30 alle 16:00, nei giorni in cui il rischio climatico è classificato come “alto”. Il provvedimento, valido fino al 31 agosto, mira a proteggere i lavoratori da stress termico e colpi di calore, soprattutto in settori già usuranti come l’edilizia e l’agricoltura. Un’integrazione successiva, l’ordinanza n. 398/2025, estende le misure anche ai lavoratori delle consegne urbane su due ruote, fino al 15 settembre.
La CGIL sottolinea inoltre l’obbligo per le aziende di attivare la Cassa Integrazione per alte temperature, riconosciuta dall’INPS, quando il termometro supera i 35 °C. Una misura che, secondo il sindacato, molte imprese ignorano, preferendo continuare le attività nonostante i rischi.
A rendere ancora più urgente l’applicazione dell’ordinanza è il recente incidente avvenuto in un cantiere edile a Mesagne, dove un operaio di 60 anni è precipitato a seguito del crollo di un solaio. “È inaccettabile che i lavoratori debbano affrontare ogni giorno condizioni ad alto rischio infortunio e temperature insopportabili” commenta il sindacato.