LECCE – Si chiama Teatro dei luoghi. È il festival Internazionale di teatro, musica, danza, arti performative che quest’anno si suddivide in due tappe: una estiva, dal 17 al 25 luglio; l’altra autunnale, in programma dal 16 al 19 ottobre. Per Koreja è una sorta di marchio di fabbrica.
Un progetto che affonda le radici nel passato, che si nutre di significative ricchezze culturali ma che si apre a nuovi orizzonti regalando esperienze singolari e suggestive. Come l’iniziativa all’interno del cimitero monumentale di Lecce.
Una programmazione che “genera domande piuttosto che offrire risposte”, fa sapere Salvatore Tramacere. In questo senso va inquadrato l’auspicio e la speranza che accompagna il sottotitolo di questo Festival (“senza ferire il mondo”): un tributo alla delicatezza dell’esistenza, delle relazioni e delle emozioni.
Ed è così, seguendo questo fil rouge immaginario, ci si ritrova tra luoghi- non luoghi. Non meri contenitori ma palcoscenici vivi, carichi di memoria e possibilità. Memoria che richiama anche la capacità di ascoltare e di trasmettere il sapere. E in questo senso si inserisce “Suole di vento”, pratiche d’arte, tre giorni di formazione nelle quali esponenti di primo piano del giornalismo e della narrativa, delle arti figurative e della scena si confrontano sulla propria vocazione e sui fondamenti del mestiere.
Un festival itinerante e stimolante, dunque, che riparte da casa Koreia il 17 luglio con lo spettacolo teatrale Il duomo della caduta. Protagonisti i ragazzi e le ragazze in situazioni di disagio psichico, fisico e sociale.
Il teatro dei luoghi sarà accessibile a tutti grazie ad Abilfesta, un progetto dell’associazione L’integrazione.