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Mediterraneo bollente, biodiversità in crisi

BRINDISI – Il Mar Mediterraneo ha raggiunto nel 2024 una temperatura media di 21,16 gradi centigradi, superando di oltre un grado e mezzo i livelli preindustriali. È quanto emerge dal progetto Mare Caldo di Greenpeace Italia, in collaborazione con l’Università di Genova e l’Istituto Nazionale di Oceanografia.

Nell’area marina protetta dell’Asinara sono state rilevate fino a 14 ondate di calore in un solo anno, con picchi di +3,65 gradi rispetto alla media, come registrato alle Cinque Terre. Le anomalie termiche hanno colpito anche gli ecosistemi sommersi fino a 40 metri di profondità.

La biodiversità è fortemente minacciata: a Portofino il 94% delle gorgonie è risultato danneggiato, mentre specie aliene stanno proliferando. Anche il corallo mediterraneo mostra gravi segni di sbiancamento. Le aree marine protette, pur rappresentando un importante baluardo, non sono risparmiate: Torre Guaceto e le Tremiti hanno subito ondate di calore con aumenti superiori ai 2,5 gradi. Solo Capo Carbonara mantiene indicatori ecologici ancora positivi.

Il Mediterraneo, che ospita circa 17.000 specie, rischia di perdere parte della sua straordinaria ricchezza biologica, in un quadro che evidenzia l’urgenza di azioni concrete contro il cambiamento climatico. 

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