La magia del Natale passa anche dalla cucina, in Puglia e nel Salento i preparativi per il cenone della vigilia e il pranzo natalizio sono un vero e proprio rito collettivo. Stando ad una recente analisi di Coldiretti, saranno in media tre le ore dedicate alla preparazione delle pietanze che animano le tavole delle feste, tra ricette della tradizione e prodotti locali che raccontano l’identità del territorio.
La vigilia di Natale è dominata dai sapori del mare, con piatti a base di pesce crudo, al forno o fritto. Alici, vongole, triglie, seppie e capitone sono i protagonisti della tavola, con una predilezione per il pesce a chilometro zero. Anche le ostriche e il caviale, grazie alla crescente produzione Made in Italy. La scelta di pesce locale non è solo una questione di gusto, ma anche di freschezza e sostenibilità, a sostegno di un settore che coinvolge circa 12.000 imbarcazioni.
Per il pranzo di Natale, invece, sono le carni a fare da padrone: tagli scelti per brodi, brasati e ragù si accompagnano a un’ampia varietà di fritti, dalle pittule alle verdure pastellate come le cime di rapa stufate. A chiudere il banchetto, dolci tipici fatti in casa che, in molti casi, vengono preferiti ai più diffusi panettoni e pandori.
Le festività natalizie segnano anche il picco massimo dei consumi di pesce, con una media pro capite di 30 chilogrammi all’anno, superiore sia alla media europea (25 kg) che a quella mondiale (20 kg). Per chi desidera qualcosa di diverso, il mare pugliese offre altre delizie come polpo con patate, calamarata o spigola ripiena di broccolo romano in crosta.
Coldiretti poi avverte: attenzione alle trappole commerciali. Molti pesci in vendita provengono dall’estero, ed è fondamentale controllare le etichette. Queste devono riportare informazioni precise sul metodo di produzione, il tipo di attrezzo usato per la cattura e la zona di pesca. Per i prodotti congelati, è obbligatoria l’indicazione della data di congelamento e, per quelli decongelati, la dicitura “decongelato”.