“Non è possibile sostenere che l’imputato, consapevole della presenza di due uomini, al di là degli infissi della sua abitazione e della capacità di penetrazione delle munizioni della pistola, non potesse prevedere di infliggere un colpo potenzialmente mortale”. Per il Tribunale di Brindisi, Salvatore Carluccio, 26 anni, originario di Francavilla Fontana, ma residente a Torre Santa Susanna, sparò ad altezza uomo, consapevole del rischio di uccidere, arrivando a colpire alla testa Luca D’Errico, imprenditore torrese di 31 anni, nella notte fra 12 e il 13 febbraio 2023.
Per questo, Carluccio è stato condannato a 16 anni di reclusione, con l’accusa di omicidio volontario. Le motivazioni sono state depositate dal giudice per l’udienza preliminare Barbara Nestore, nel termine di novanta giorni dalla lettura del dispositivo. Carluccio è stato giudicato con rito abbreviato e ha, quindi, ottenuto la riduzione di un terzo della pena. Riconosciute, inoltre, le attenuanti generiche con giudizio di equivalenza rispetto alla recidiva.
Per l’omicidio, avvenuto a Torre Santa Susanna, la pm Paola Palumbo aveva chiesto la condanna a 21 anni di reclusione. Già fissata la data per il processo d’appello che si svolgerà a marzo.
D’Errico morì in ospedale, al Perrino, dopo 24 ore di agonia.
L’imputato, difeso dall’avvocato Roberto Cavalera, venne arrestato nell’immediatezza dei fatti e condotto in carcere dai carabinieri del Nucleo investigativo di Francavilla Fontana e della stazione di Torre Santa Susanna.
Parti civili sono la madre di D’Errico, rappresentata in giudizio dall’avvocato Michele Iaia, e i nonni che si sono costituiti con l’avvocato Raffaele Benfatto.
Quanto al movente dell’omicidio, resta un mistero perché né nel capo d’imputazione e neppure nelle motivazioni della sentenza c’è un riferimento al quadro in cui è maturato. Carluccio ammise di aver sparato e disse di sentirsi minacciato da alcune persone di cui non volle fornire le generalità. Quella sera, stando al suo racconto, notò un’auto, passare piu’ volte davanti alla sua abitazione e dalle telecamere di sorveglianza, si accorse che due persone incappuciate stavano raggiungendo il portone. Temendo che potessero avere “intenzioni strane”, prese la pistola e sparò. Quanto all’arma disse di averla comprata a Milano, senza indicare da chi, e che per difesa personale la teneva sotto il cuscino.
