TARANTO – La sconfitta di Messina è come una lama che ha riaperto una ferita che sembrava in via di guarigione. Per il Taranto non è un buon momento.
Se contro il Giugliano e poi con il Latina la squadra ionica ha dimostrato di essere viva e di poter dire la sua per la salvezza nel Girone C, a Messina, dopo un ottimo inizio, ogni certezza si è sciolta come neve al sole. Dallo 0-1 per il Taranto si è passati al 4-1 per i peloritani.
I gol subiti sono anche frutto della disattenzione, e questo preoccupa. C’è però da dire e sottolineare che il Taranto ha subito il pareggio su calcio di rigore, che, rivedendolo, appare molto dubbio. Il portiere Del Favero, una delle sorprese più liete di questo inizio campionato, sembra arrivare prima di Luciani, dunque il fischio dell’arbitro Mirabella è stato molto generoso.
Nel secondo tempo il Messina ha passeggiato sulle ansie, sulle paure e sulle disattenzioni di un Taranto che si è perso e poi ha perso.
A Gautieri spetta il compito di far rialzare i suoi ragazzi da questa brutta caduta; il Taranto non può e non deve essere quello del secondo tempo di Messina. È vero che si lavora in un ambiente caldo, dove manca la serenità, ma è proprio questo il compito del mister: isolare la squadra e proteggerla da tutto ciò che non riguarda il campo. Anche perché è atteso a breve il deferimento da parte del Tribunale Federale, per le inadempienze amministrative già note, che costerà una penalizzazione.
Dunque bisognerà correre per recuperare, bisognerà lottare per salvare la categoria.
Nel calcio il tempo corre in fretta e venerdì, sulle ali dell’entusiasmo dopo la vittoria a Crotone, arriverà il Trapani degli ex Bifulco, Kanoute e Valietti.
Non sarà semplice, ma bisogna rialzarsi e rimettersi in cammino.
Responsabile della redazione sportiva TeleRama. Giornalista pubblicista dal 22-05-2014. Coordinatore, responsabile e opinionista delle trasmissioni sportive Piazza Giallorossa e Lecce Channel. Ama definirsi un umile artigiano delle parole e in modo ironico afferma di scrivere per legittima difesa e per lavoro. Autore di tre romanzi: “Il vaso di Pandora” (2010), “La dea del mare” (2012), Quattro sbarre nell’anima (2016).