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Gli ottanta anni dell’Adriana. Una vita in politica, con il cuore e il sorriso

LECCE – Chiamatela come volete: lady di ferro, eurolady, o più semplicemente l’Adriana, ma la sostanza non cambia. La “nostra” Adriana resta nel cuore dei leccesi. Non saprà scatenarsi sul palco come il frontman dei Rolling Stones Mick Jagger e non avrà la vena artistica del mitico Robert De Niro, autentica star del grande schermo, ma di certo Adriana Poli Bortone può entrare tranquillamente a pieno titolo nella ristretta schiera degli ottantenni che hanno lasciato il segno. In tutti i sensi, professionale e umano. Professionale per la sua lunga e brillante carriera politica, umano perché grazie alla sua sensibilità si è fatta amare come pochi. Per un semplice motivo: ci ha messo sempre il cuore. Una bussola che l’ha accompagnata nella sua vita, densa di grandi soddisfazioni. Dalla sua Sivota, la sua casa che affitta ogni anno in compagnia dei suoi familiari e amici più cari, l’Adriana – così come la chiamano affettuosamente i leccesi – ha festeggiato i suoi ottant’anni. Un traguardo importante. “Sono serena e in buona salute e tanto basta”, ci dice al telefono dalla Grecia dopo essersi messa alla guida della sua auto tra tornanti e viste mozzafiato. Un pezzo del suo cuore resta anche a Castro, la perla dell’Adriatico, dimora fissa delle sue estati salentine. Di lei colpisce soprattutto il sorriso e la sua dolcezza, soprattutto da quando ha indossato anche i panni di nonna. Il suo feeling con Fanny è inossidabile. Come lo è il suo amore per Giorgio, marito esemplare e fedele compagno di viaggio, uno dei primi uomini della destra leccese. Al suo fianco ritroviamo sempre la sua Annalisa, alla quale sembra aver trasmesso le stimmate di donna coraggiosa e libera, dolce e graffiante.

Nonostante i suoi successi raccolti sul piano professionale non ha mai perso di vista la realtà. Perché non si vive di sola politica. La ricordiamo quando – erano gli anni in cui era sindaco di Lecce – si alzava di buon mattino per preparare la tajeddha, piatto tipico dei leccesi. Amava cucinare. Ma amava soprattutto regalare gioia e dispensare consigli e rassicurazioni. La creatività non le è mai mancata. Come quando – nel giorno di San Valentino – fece trasformare tutti i semafori di Lecce con il cuore al posto de rosso e un quadrifoglio al posto del verde; o come quando omaggiò l’usignolo Tito Schipa: la sua voce continua ad essere diffusa a mezzogiorno dagli altoparlanti di Palazzo Carafa. Un modo per trasmettere dolcezza e amore per questa città.

Chissà quanti hanno colto l’occasione oggi, nel giorno del suo compleanno, per regalarle le rose gialle che tanto amava. Tanti auguri, cara Adriana. E mille di questi giorni.

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