LECCE – L’attore non deve imparare ma deve disimparare. Mostrarsi nella sua nudità. Solo così può diventare un esploratore.
Sergio Rubini indossa, a giusta ragione, i panni di intellettuale senza essere cattedratico, evitando accuratamente di ergersi su un palco.
L’unico palco che conosce è il palcoscenico dove riesce a dare il meglio di sé stesso.
L’Ulivo d’oro consegnatogli a Lecce rappresenta solo un passaggio della sua straordinaria carriera per un’icona del nostro cinema.
Il film “Tutto l’amore che c’è”, del 2000, ambientato in Puglia verrà proiettato alle ore 20.30, in Sala 2 al Multisala Massimo.