LECCE – Il traffico a Lecce è diventato insostenibile: mentre le auto restano ferme, la polemica corre sui social. L’orario è sempre lo stesso, la zona pure: dalla rotatoria per la statale Lecce-Maglie fino a via XXV Luglio, quando i ragazzi escono da scuola, nelle aree limitrofe (ricche anche di uffici) il traffico va in tilt e l’arrivo dei mezzi pubblici non fa altro che peggiorare la situazione.
Fuoco incrociato dentro e fuori Palazzo Carafa: il piano della mobilità continua a far discutere.
“Dopo esserci accorti per primi dei lavori in Via Rudiae, lanciammo subito un grido di allarme, certi che questa scelta avrebbe provocato ingorghi paurosi” rimarca Giancarlo Capoccia, coordinatore cittadino di Lecce del Movimento Regione Salento.
“Purtroppo, però -continua – quanto da noi previsto sta realmente accadendo e migliaia di automobilisti sono costretti ad affrontare lunghe ed estenuanti code che creano problemi anche ai mezzi di soccorso, che si ritrovano imbottigliati nel traffico”. L’auspicio è che gli uffici competenti riflettano bene su questa situazione e facciano un passo indietro, riaprendo il varco e decongestionando il traffico”.
Gianpaolo Scorrano, consigliere d’opposizione a Palazzo Carafa, non le manda a dire: “Lecce è una città allo sbando con un traffico paralizzato da rotatorie illogiche, restringimenti di carreggiata ai limiti della decenza e piste ciclabili senza senso, pericolose e senza utenti. E siamo ancora agli inizi di settembre! Il peggio deve ancora venire. Un buon amministratore, a questo punto, ammetterebbe i propri macroscopici errori e cercherebbe di correre ai ripari”.
A fargli eco anche il collega Roberto Giordano Anguilla, che invoca una modifica urgente del cosiddetto “piano traffico”, che si è già dimostrato inadeguato -dice- in troppe occasioni. “Il traffico è paralizzato già dalle ore 7.30 del mattino – incalza – e il tasso di inquinamento da polveri sottili, nei luoghi di maggiore affluenza e percorrenza veicolare, è ai massimi livelli storici”. Da qui l’invito all’assessore al ramo, De Matteis, a “darsi da fare sin da subito per risolvere questo gravissimo problema che, è bene ricordare, lui stesso ha cagionato – conclude – con scelte politiche e progettuali che definire scellerate sarebbe un eufemismo”.
Mariafrancesca Errico
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