LECCE – L’inflazione, i prezzi delle materie prime alle stelle, ma anche il conflitto ucraino creano crisi. Nel Salento, centinaia di imprese hanno dovuto fare ricorso al Fondo di garanzia per le Pmi. Nei primi tre mesi di quest’anno, sono state approvate 891 domande per un totale di finanziamenti accolti di 139 milioni di euro, seppur l’importo garantito non supera i 111 milioni di euro.
Sono i dati del nuovo studio dell’osservatorio economico Aforisma.
Il Fondo di garanzia per le pmi supporta le imprese e i professionisti che non riescono ad accedere al credito bancario perché non dispongono di garanzie sufficienti. La garanzia pubblica, in pratica, sostituisce quelle normalmente richieste per ottenere un finanziamento. Il decreto legge Liquidità, convertito con la legge 40 del 2020, ha semplificato le procedure, aumentando le coperture ed ampliando la platea dei beneficiari. Per le operazioni fino a 30mila euro, l’approvazione è automatica e i finanziamenti possono essere erogati anche prima della delibera della garanzia.
Ne possono beneficiare le imprese di micro, piccole o medie dimensioni e i professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti ad associazioni professionali iscritte all’apposito elenco del Ministero dello Sviluppo economico. Con il decreto legge “Liquidità” sono state ammesse anche le “small mid cap” (con un numero di dipendenti fino a 499) e, limitatamente ai finanziamenti fino a 30mila euro, le persone fisiche che esercitano attività di impresa, arti o professioni, broker, agenti, subagenti di assicurazione ed enti del terzo settore.
A partire dal 17 marzo 2020, giorno di avvio dei provvedimenti che hanno potenziato e ampliato l’azione della garanzia dello Stato, più di 30mila aziende o liberi professionisti con partita Iva sono ricorsi al Fondo.
L’anno scorso le operazioni di garanzia approvate per le pmi sono state 9.118, per un importo totale garantito di oltre 553 milioni di euro.