LECCE- Infiltrazioni sempre più profonde nel tessuto economico e nella gestione della cosa pubblica: ecco com’è cambiata la mafia leccese, secondo la relazione della DIA sul primo semestre 2021.Principali settori d’interesse il traffico illecito di stupefacenti e di rifiuti, il gioco d’azzardo e le scommesse.
Una mafia leccese sempre più col colletto bianco, che si sta evolvendo ”verso più raffinate forme di attività criminali, che presuppongono un sottile e strategico processo di infiltrazione nel tessuto economico”. È la fotografia che emerge dalla relazione della Direzione Investigativa Antimafia al Parlamento, relativa al primo semestre 2021.
I problemi di liquidità delle imprese hanno aperto varchi ai clan mafiosi, che mediante forme di assistenzialismo economico sono riusciti a riciclare i capitali illeciti accumulati e ad acquisire il controllo del territorio. Si va ramificando una rete di intrecci e complicità tra soggetti diversi per interessi, ruoli e competenze, che spiana la strada alle infiltrazioni nel tessuto economico e amministrativo.
Così la criminalità organizzata si è insinuata nella cosa pubblica, condizionandone la gestione. Lo dimostrano le numerose interdittive del prefetto di Lecce a carico di imprese ritenute vicine ai clan mafiosi, e i provvedimenti di scioglimento dei consigli comunali. Il 15 febbraio 2021 è toccato a Squinzano, dove sono emersi collegamenti diretti e indiretti degli amministratori locali con esponenti di clan storici della Sacra Corona Unita. Un mese dopo è stato prorogato per sei mesi lo scioglimento del consiglio comunale di Carmiano, dov’erano emersi condizionamenti esterni della criminalità organizzata riconducibili al clan Tornese di Monteroni di Lecce.
Il traffico illecito di rifiuti si conferma terreno fertile per la mafia leccese: l’operazione Sangue Amaro del 27 gennaio 2021 ha delineato una fiorente attività criminale di gestione e smaltimento, con la collaborazione di due aziende operanti in Campania e nel Lazio. In pratica venivano falsati i formulari d’identificazione dei rifiuti, oltre all’occultamento e alla distruzione di rilevanti quantitativi di spazzatura d’ogni tipo. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati beni mobili e immobili per circa 3 milioni di euro.
E c’è un filo robusto di interessi criminali che unisce i clan leccesi a quelli di altri territori, soprattutto per il traffico nazionale ed internazionale di droga. L’operazione Skipper eseguita dalla DIA il 2 febbraio 2021 ha evidenziato una consolidata e capillare rete criminale dedita stabilmente al commercio transazionale di cocaina, importata dall’Olanda e destinata al territorio salentino e campano. Il “regista” era un salentino arrestato in Brasile. Tra gli indagati risulta anche un noto pluripregiudicato e alcuni autotrasportatori campani che trasferivano la droga da Amsterdam fino ai depositi di stoccaggio in Campania e in Salento.
Sempre più stretto anche il legame con la mafia albanese per il traffico di marijuana importata con l’utilizzo di potenti imbarcazioni e poi distribuita in diverse piazze italiane.
Altro mercato florido per i clan leccesi è quello del gioco d’azzardo, lavatrice di denaro sporco attraverso la gestione di sale da gioco e la raccolta di scommesse, e attraverso il controllo di attività commerciali, bar e ristoranti per inserirsi nei circuiti dell’economia legale. È del 26 marzo 2021 l’operazione Doppio gioco, con cui la Guardia di Finanza ha smantellato un’organizzazione che gestiva un vorticoso giro d’affari nel settore di slot machine e videopoker e nella raccolta di scommesse per eventi sportivi, fatte confluire sulle piattaforme informatiche di bookmaker stranieri, operanti sul territorio senza autorizzazione dei Monopoli di Stato.
Rientrano invece nel contesto delle intimidazioni finalizzate alle estorsioni, gli arresti eseguiti dai Carabinieri a marzo 2021, nei confronti di tre soggetti responsabili a vario titolo di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione consumata e tentata, tentata rapina aggravata e lesioni personali.
Infine, lungo le coste salentine continuano gli sbarchi di immigrati clandestini che arrivano prevalentemente da Grecia e Turchia. Luogo di approdo preferito è il litorale tra San Cataldo e Santa Maria di Leuca, con saltuari sbarchi sulle coste joniche. Nel corso di distinte operazioni di polizia sono stati rintracciati numerosi migranti, tra cui diversi minori anche non accompagnati, prevalentemente di etnia pakistana ma anche curda, irachena, iraniana e siriana.
Mariella Vitucci