BRINDISI – Il territorio di Brindisi prova a disegnare il suo futuro in previsione degli sconvolgimenti che si verificheranno per effetto del processo di decarbonizzazione. La centrale termoelettrica di Cerano, una delle più grandi d’Europa, cesserà di produrre energia in concomitanza con il termine ultimo stabilito per l’utilizzo del carbone.
E’ evidente che le ripercussioni economiche ed occupazionali saranno gravissime ed è per questo che si tenta di verificare che ruolo potrà continuare a svolgere per il territorio l’Enel.
Nel pomeriggio si svolgerà un primo incontro convocato dal sindaco Riccardo Rossi ed a cui parteciperanno una delegazione dell’Enel, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali. L’obiettivo è di verificare – al di là delle dichiarazioni di intenti – cosa potrà fare realmente la società elettrica e quali risorse intenderà investire a Brindisi. Dalle dichiarazioni rilasciate dai vertici aziendali si intuisce una disponibilità ad impegnarsi sulle rinnovabili, ma è evidente che bisogna cominciare a mettere nero su bianco, anche alla luce della mancata realizzazione di un gruppo di produzione energetica a turbogas per effetto delle decisioni assunte da Terna in relazione al fabbisogno energetico nazionale.
Il problema più grave è che il territorio brindisino continua a parlare lingue differenti. Non si riesce a fare sintesi e questo indebolisce la posizione rivendicativa. Ecco perché l’incontro odierno assume particolare rilevanza.
Mimmo Consales