LECCE- Con il caro prezzi che fa esplodere il carrello della spesa, spinto dalla guerra in Ucraina, l’arrivo della primavera fa scattare il ritorno alla coltivazione fai da te in terrazzi, giardini e piccoli appezzamenti. Per sostenere il fenomeno ed aiutare i pugliesi e salentini a risparmiare arriva anche a Lecce il “Tutor dell’orto anticrisi” con dimostrazioni pratiche in campo per sfruttare gli spazi a disposizione e produrre in autonomia frutta e verdura.
Per l’occasione sono stati forniti utili consigli agronomici per avere successo con la dimostrazione delle diverse operazioni dalla semina alla raccolta, l’analisi dei costi e dei tempi necessari ma anche suggerimenti ed idee per ottimizzare gli spazi disponibili con le diverse tipologie di orto che si possono realizzare in casa o all’aperto.
“Il settore floricolo e vivaistico è fra quelli più duramente colpiti dal caro bollette e dai prezzi del gasolio per riscaldare le serre schizzati alle stelle, ma è anche quello che dimostra sempre una grande capacità di resilienza con una forte domanda anche dall’estero dove si registra un aumento record del 33% delle esportazioni di piante Made in Italy nel primo trimestre del 2021 che impone la tutela di un comparto e chiave del Made in Italy agroalimentare con un valore della produzione di fiori e piante che arriva a 300 milioni di euro in Puglia”, ha detto Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Lecce.
Il settore florovivaistico – aggiunge Coldiretti Puglia – con il distretto in provincia di Lecce di Taviano e Leverano che si estende anche ai comuni limitrofi di Alliste, Maglie, Melissano, Nardò, Porto Cesareo, Racale e Ugento rappresenta ben il 12,4% della produzione agricola.
Se in passato erano soprattutto i più anziani a dedicarsi alla coltivazione dell’orto, memori spesso di un tempo vissuto in campagna, adesso – sottolinea la Coldiretti – la passione si sta diffondendo anche tra i più giovani e tra persone completamente a digiuno delle tecniche di coltivazione. Un bisogno di conoscenza che – precisa la Coldiretti – è stato colmato con il passaparola e con le pubblicazioni specializzate, ma che ora ha favorito la nascita della nuova figura del tutor che la rete degli orti urbani di Campagna Amica mette a disposizione.
L’investimento per realizzare un orto tradizionale in giardino si può stimare – continua la Coldiretti Puglia – intorno ai 250 euro per 20 metri quadrati “chiavi in mano” per acquistare terriccio, vasi, concime, attrezzi, reti per delimitare le coltivazioni, sostegni vari, sementi e piantine. Individuare lo spazio giusto e, la stagionalità, conoscere la terra di cui si dispone, scegliere attentamente semi e piantine a seconda del ciclo e garantire la disponibilità di acqua sono – precisa la Coldiretti – alcune delle regole fondamentali per ottenere buoni risultati.
La crisi economica scatenata dal confitto e dal caro bollette – rileva la Coldiretti Puglia – fa dunque rivalutare la funzione degli orti di “guerra” quando nelle città italiane, europee e degli Stati Uniti si diffondevano gli coltivazioni per garantire approvvigionamenti alimentari. Sono famosi i “victory gardens” degli Stati Uniti e del Regno Unito dove nel 1945 venivano coltivati 1.5 milioni di allotments sopperendo al 10% della richiesta di cibo. Ma sono celebri anche gli orti di guerra italiani nati al centro delle grandi città per far sì che, nell’osservanza dell’imperativo del Duce, “non (ci fosse) un lembo di terreno incolto”. Sono negli annali della storia le immagini del foro Romano e di piazza Venezia trasformati in campi di grano e la mietitura svolta in piazza Castello, centro e cuore di Torino in ogni epoca.
Ora i tempi sono cambiati ma il ritorno della guerra in Europa – sottolinea Coldiretti – ha portato con sé, oltre alla grande solidarietà al popolo ucraino, grande preoccupazione per gli effetti della guerra sull’economia reale ma anche sul futuro del Continente. I giardini e i balconi delle abitazioni sempre più spesso lasciano spazio così ad orti per la produzione “fai da te” di lattughe, pomodori, piante aromatiche, peperoncini, zucchine, melanzane, ma anche di piselli, fagioli fave e ceci da raccogliere, trasformare o conservare all’occorrenza. Un fenomeno che, oltre a far risparmiare, aiuta anche a trascorrere momenti di relax e allentare le ansie.
Accanto a chi coltiva gli spazi a disposizione su balconi e terrazzi ci sono anche 1,2 milioni di italiani che hanno a disposizione almeno un ettaro di terreno a uso familiare. Si tratta – spiega la Coldiretti regionale – in larga maggioranza di famiglie che hanno ereditato aziende o pezzi di terreno da genitori e parenti dei quali hanno voluto mantenere la proprietà per esercitarsi nel ruolo di coltivatori e allevatori, piuttosto che venderli come accadeva spesso nel passato.
Ma non manca neppure chi ha approfittato dell’opportunità messa a disposizione dagli enti locali che organizzano e affittano veri e propri orti urbani che – sottolinea Coldiretti Puglia – registrano una crescita del 18,6% in cinque anni superando i 2,11 milioni di metri quadrati secondo l’analisi della Coldiretti sul rapporto Istat sul verde urbano 2021. Ogni amministrazione – conclude la Coldiretti Puglia – applica parametri e sistemi diversi per la concessione degli orti pubblici: ci sono comuni che li danno in uso annuale in cambio di un piccolo canone dopo averli recintati e attrezzati con acqua e piccolo riparo per gli attrezzi, altri che li riservano solo a certe fasce di età e altri ancora che aprono dei veri e propri bandi per le assegnazioni con quote di canone che cambiano a seconda del reddito e dell’età.
I 10 CONSIGLI PER UN ORTO PERFETTO: