LECCE – Il rischio era noto da tempo. Ma adesso i problemi legati alla raccolta rifiuti nel Salento si fanno emergenza e il Governatore di Puglia, con un’ordinanza immediatamente esecutiva, corre ai ripari.
Da tre giorni il caos interessa ben 46 Comuni che trasferiscono l’indifferenziata a Poggiardo, che a sua volta trasferisce il materiale a Cavallino presso la Progetto Ambiente. A causa della saturazione di quest’ultimo impianto, però, i camion pieni di rifiuti vengono mandati indietro e non possono scaricare. I sindaci, nei giorni scorsi, sono stati costretti a comunicare il disservizio alla cittadinanza, esprimendo non poca preoccupazione per lo stallo. Con l’ordinanza tampone, emanata nelle scorse ore e immediatamente esecutiva, la Regione autorizza adesso «in via eccezionale l’incremento della capacità di stoccaggio» dell’impianto di Cavallino.
Come? Individuando a tal scopo “due aree pavimentate – si legge nel provvedimento – aventi una capacità di stoccaggio massima pari a circa 850 tonnellate, in grado quindi di garantire lo stoccaggio di 1.700 tonnellate di combustibile derivato dalla lavorazione dei rifiuti urbani, prodotte mediamente in una settimana”.
Stessa situazione nel Barese. Lì a ritrovarsi saturo e chiuso da tre giorni è l’impianto di biostabilizzazione rifiuti di Conversano, al quale il Governatore – con la stessa ordinanza – ha intimato “l’immediato ripristino dei conferimenti e il riavvio dell’esercizio, con la regolare accettazione dei rifiuti da parte dei Comuni conferitori”. Per far riaprire i cancelli, anche qui è stata individuata un’ulteriore provvisoria area di stoccaggio: un piazzale dove i camion possono scaricare la spazzatura. Una soluzione, anche questa, provvisoria, per non paralizzare il servizio almeno per qualche giorno nei 39 Comuni che conferiscono i rifiuti lì.
Il cortocircuito, in entrambi i casi (leccese e barese) deriva da problemi di conferimento rifiuti nell’impianto di valorizzazione energetica “Appia Energy” di Massafra, anche questo ormai più che in affanno. È la destinazione finale del cosidetto combustibile da rifiuto (Cdr), che a Massafra arriva dopo essere stato trattato e raffinato ed è frutto di un processo di lavorazione che parte dai rifiuti non pericolosi.
E il nodo è proprio questo. Nel Salento il rifiuto indifferenziato arriva a Poggiardo per essere trattato, ma se l’impianto di Cavallino non può portare fuori provincia il combustibile finale, tutto si ferma, compresa la raccolta nei vari Comuni.
Gli autocompattatori, nei giorni scorsi, sono rimasti carichi di rifiuti e non hanno potuto raccogliere altro.
L’ordinanza, tampone si diceva, potrebbe esaurire la sua efficacia già nei prossimi giorni. Dai sindaci continua il pressing per assicurare la continuità di un servizio essenziale, considerato che 72 ore di stop sono state già sufficienti per riempire le strade di spazzatura.
E.FIO