BARI- In una settimana, i casi di positività al Covid in Puglia sono quasi dimezzati, ma Lecce è la provincia con il maggior numero di nuovi contagi ogni 100mila abitanti. E’ la fotografia che emerge dal monitoraggio della fondazione Gimbe: dal 26 gennaio al primo febbraio, si è registrato un -46,9% di positivi, a conferma che la quarta ondata ha iniziato la sua fase di flessione.
Tuttavia, l’incidenza ogni 100mila abitanti è lievemente aumentata, passando da 3.074 a 3.304 e, come detto, in testa c’è il Leccese con 1.294 casi, seguito da Bat con 1.261, Foggia (1.260), Brindisi (1.227), Bari (1.213) e Taranto (1.122).
La Puglia, inoltre, si conferma la regione con la maggiore copertura vaccinale: l’87,8% della popolazione ha ricevuto almeno una dose contro una media nazionale pari all’84,8%.
Il tasso di copertura vaccinale con terza dose è invece dell’80,8%, media italiana 79,6%. Puglia prima anche nelle vaccinazioni dei bambini tra i 5 e gli 11 anni: il 49,8% della popolazione in questa fascia ha ricevuto una dose, il 26,5% ha terminato il primo ciclo.
Le persone attualmente positive in tutta la regione sono 117.251: aumentano leggermente i ricoveri in area non critica, passando da 679 agli attuali 683; sostanzialmente stabile, invece, la presenza di degenti Covid in terapia intensiva, dove sono 60. Il bollettino delle ultime 24 ore segna +7.130 casi a fronte di poco più di 62mila tamponi. Sono concentrati soprattutto tra Bari e Lecce: in quest’ultima provincia sono 1.723. A Taranto 937, a Brindisi 608. Si contano anche 13 decessi. Sul fronte vaccinale, la Puglia si conferma la regione con la maggiore copertura vaccinale: l’87,8% della popolazione ha ricevuto almeno una dose contro una media nazionale pari all’84,8%. Il tasso di copertura vaccinale con terza dose è invece dell’80,8%, media italiana 79,6%. Puglia prima anche nelle vaccinazioni dei bambini tra i 5 e gli 11 anni: il 49,8% della popolazione in questa fascia ha ricevuto una dose, il 26,5% ha terminato il primo ciclo.
Intanto, uno studio Unisalento svela che la diffusione massima del Covid-19 si verifica quando “il sistema manifesta comportamenti caotici”. La ricerca, pubblicata su “Nonlinear Dynamics” – edizioni Springer, è stata condotta da un gruppo internazionale coordinato dal professor Giuseppe Grassi, docente di Elettrotecnica presso il Dipartimento di Ingegneria dell’innovazione dell’Università del Salento. Del team di ricerca hanno fatto parte anche Nadjette Debbouche e Adel Ouannas, docenti presso il Department of Mathematics and Computer Science della University of Larbi Ben M’hidi (Algeria), oltre a Iqbal Batiha, ricercatore presso il Nonlinear Dynamics Research Center della Ajman University (Emirati Arabi Uniti).
«Per mantenere sotto controllo gli sviluppi epidemiologici del Covid-19 è di cruciale importanza avere a disposizione modelli matematici innovativi, in grado di descrivere la diffusione del virus e di predirne con accuratezza l’evoluzione futura», spiega il professor Giuseppe Grassi. «Il modello matematico proposto nel nostro studio si basa sul calcolo frazionario, ovvero utilizza le derivate non intere per descrivere l’evoluzione nel tempo della diffusione del virus. I dati utilizzati, relativi all’evoluzione epidemiologica del Covid-19 in Cina e Italia nella prima metà del 2020, hanno confermato l’esistenza di fenomeni caotici nello studio della dinamica del modello proposto. I risultati ottenuti suggeriscono anche alcuni interventi per controllare il caos nel sistema dinamico, limitando in tal modo la velocità di diffusione del Covid-19. In particolare, si suggerisce la riduzione dei “casi severi”, poiché questi sembrano influire in modo significativo sull’insorgere della dinamica caotica nel modello proposto».
https://youtu.be/vOMI2GVajjw