ROMA- Palazzo Carafa evita il dissesto. In commissione Bilancio al Senato, è stato approvato l’emendamento alla manovra di bilancio, passaggio che consente al Comune di Lecce di poter rimodulare il piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Si tratta del “salvagente” tanto atteso per circa 400 enti locali in difficoltà finanziarie. La manovra andrà in discussione in aula nella giornata di mercoledì.
Il risultato è il frutto del lavoro portato avanti dal senatore leghista Roberto Marti e dal Pd: l’emendamento del primo, relativo a Lecce, è stato assorbito in uno unico portato avanti dal Partito democratico e relativo a tutti i Comuni che rischiavano il crac. Con la deroga, quindi, si potranno attualizzare i piani adottati dagli enti locali qualche anno fa (quello di Lecce risale a tre anni fa) e portare a termine tutti quelli il cui iter non è concluso.
La logica che ha portato alla moratoria è che, a causa degli effetti disastrosi della pandemia sui bilanci e sulla gestione degli enti locali, anche questi ultimi necessitano di maggiore elasticità, al pari degli Stati nazionali che per il Covid19 hanno beneficiato della sospensione del patto di stabilità.
Per Marti, che è anche commissario regionale della Lega, è “un risultato politico enorme di questo governo e della Lega e, da senatore leccese, c’è grande soddisfazione per aver lavorato per salvaguardare gli interessi di Lecce e della comunità leccese. Un bel regalo di Natale che rende il futuro di Palazzo Carafa meno fosco. Ora la palla torna nelle mani dell’amministrazione comunale che dovrà procedere alla rimodulazione”.
Per il sindaco di Lecce Carlo Salvemini il provvedimento è frutto di un “lavoro di squadra” di forze politiche diverse, come Pd e Lega, e “dell’impegno dei parlamentari del nostro territorio, su tutti Francesco Boccia, Dario Stefano e Roberto Marti, e della Presidenza della Regione”.