Assunzioni false per truffare l’Inps: il processo si chiude con 4 condanne

LECCE- Assunzioni false per truffare l’Inps: il processo si è concluso con quattro condanne, 29 assoluzioni “perché il fatto non sussiste” e cinque non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. La sentenza è stata emessa ieri dal giudice Stefano Sernia.

Le condanne: un anno e 10 mesi di reclusione, più 750 euro di multa, per Cosimo Francesco Santoro, 61 anni, di Ugento; un anno e otto mesi, più 600 euro di multa, per Barbara Stheli, 59, di Ugento; un anno e tre mesi, più 450 euro di multa a testa per Umberto Rizzo, 65, di Ugento, e Alessandra Rizzello, 33, di Ortelle. Per tutti, si applica il beneficio della sospensione della pena.

L’inchiesta, coordinata dalla pm Valeria Farina Valaori che ha coordinato le Fiamme Gialle di Casarano, ha coinvolto 71 persone e riguardato un periodo che va dal 2010 al 2015. A gestire le assunzioni fittizie – al fine di beneficiare delle successive indennità di disoccupazione assieme ai finti lavoratori – il commercialista ugentino Nicola Ozza, 49 anni, che ha già patteggiato due anni fa la pena a tre anni e sei mesi con la confisca per equivalente degli importi sottratti illecitamente all’Inps.

Anche altri imputati hanno scelto il patteggiamento, concordando condanne che vanno da otto mesi a un anno e mezzo di reclusione.

 

 

 

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