Omicidio ex carabiniere, l’arrestato si dichiara innocente. Martedì l’interrogatorio di convalida

COPERTINO- Michele Aportone, il 70enne di San Donaci considerato l’assassino del maresciallo dei carabinieri in quiescienza Silvano Nestola e arrestato all’alba di venerdì dai carabinieri, si dice estraneo ai fatti.Una versione che continua ad essere la stessa sin da quando l’uomo, pochi giorni dopo l’omicidio, il 3 maggio, fu raggiunto da un avviso di garanzia insieme alla moglie Rossella Manieri.

Martedì mattina in carcere si svolgerà l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Sergio Tosi che ha firmato l’ordinanza d’arresto. Aportone è difeso dall’avvocato Francesca Conte. Attendiamo di avere tutti gli atti dell’indagine- dice il legale- poi sicuramente faremo ricorso al tribunale del Riesame perché riteniamo sia estraneo ai fatti.

I carabinieri di Lecce hanno chiuso le indagini sull’omicidio dopo 5 mesi dalla morte dell’ex carabiniere ucciso a Copertino sotto gli occhi del figlioletto sulla base di gravi indizi di colpevolezza: tra questi anche un filmato in cui il furgone di Aportone si vede transitare sulla strada per Leverano e poi ritornare: secondo gli inquirenti per raggiungere il luogo dell’omicidio e poi per tornare a casa.

Il movente dell’omicidio è la relazione che l’ex carabiniere, separato, aveva intrecciato con la figlia di Aportone. Rapporto osteggiato in tutti i modi dai genitori di lei che volevano che la donna tornasse con l’ex marito e ritenevano Nestola responsabile della separazione.

Un agguato mortale secondo gli inquirenti premeditato e organizzato nei dettagli. Secondo gli investigatori il 70enne era convinto di non lasciare tracce e in tutti questi mesi non si è mai lasciato andare a frasi, ovviamente intercettate, che potessero incastrarlo. Al momento dell’arresto si è mostrato sorpreso.

 

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