LECCE – Per due mesi di lockdown generale tutti i cantieri, incluso questo, hanno subito uno stop. I 510 giorni di lavoro ipotizzati inizialmente per ribaltare la stazione di Lecce non ne avevano tenuto conto. Ne consideriamo allora il doppio, ossia 4 mesi, per recuperare il tempo perso. Arriviamo così all’estate 2020. Adesso siamo a fine estate 2021 e il nuovo ingresso (tra il deposito officina FSE e il museo ferroviario di Puglia), la biglietteria, il restyling degli attuali piazzale e viale della stazione e la nuova area parcheggi interrata sono ancora in alto mare.
Qui, oltre ai 400 posti auto, è previsto anche un immobile che accoglierà la biglietteria e il servizio informazioni. E poi, si diceva, il prolungamento del sottopasso ferroviario che servirà tutti i binari e raggiungerà l’altro lato più periferico della città. Lo scalo diventerà, in questo modo, più accessibile anche alle persone diversamente abili, dacché alle rampe di scale saranno affiancati due ascensori.
E poi ancora il progetto prevede tunnel di collegamento, oltre alla stazione dei bus e le infrastrutture stradali.
Il ribaltamento consentirà di accedere alla stazione ferroviaria da viale Grassi invece che da viale Gallipoli. Il progetto, però, prevede un restyling completo anche dell’ attuale piazzale di ingresso e di viale Oronzo Quarta. Un’area che diventerà e riservata ai flussi di trasporto pubblico e taxi.
L’area interessata dalla realizzazione del progetto è stata affidata al gruppo D’Oronzo e Babbo, la direzione dei lavori alla Rpa Srl.
Un’ambiziosa opera di ricucitura e rigenerazione urbana a tutto tondo: questo rappresenta. Resta solo da capire perché, a due anni e mezzo circa dall’avvio del cantiere, nessuno dei suoi step possa considerarsi a buon punto.