LECCE – La campagna referendaria sulla giustizia si intreccia alla volontà di conoscere realtà del territorio che sui temi della disabilità lavorano da tempo. La ministra Erika Stefani è giunta nel Salento, per la sua prima volta in Puglia, per un tour tra Lecce, Galatone e Nardò, a sostegno delle iniziative della Lega, martedì pomeriggio.
Ai microfoni di Telerama ha ripercorso i provvedimenti urgenti adottati in questo contesto di pandemia in cui si è ritrovato a lavorare il suo neonato dicastero.
Non solo la contingenza: nel medio-lungo termine sono i diversi i provvedimenti a cui si sta lavorando. Tra questi, la disability card per sostituire tutti i documenti cartacei, l’accesso a tutte le ztl d’Italia e la legge delega sulla disabilità.
Il varo in Consiglio dei Ministri del Pnrr, che include anche la legge delega sulla disabilità, è atteso entro il 31 dicembre.
Dopo Lecce, dove ha visitato anche una residenza sociosanitaria, a Nardò la ministra ha visitato il centro diurno socioeducativo e riabilitativo “Armonia” di via Avetrana, struttura ospitata nell’ex mattatoio e a servizio soprattutto dei comuni dell’Ambito Sociale di Zona n. 3, di cui Nardò è capofila.
Prima di Nardò, dove è stato allestito uno dei banchetti per il referendum, nel pomeriggio, tappa a Galatone, dove i militanti della Lega erano all’opera per la raccolta firme.
Via il vincolo delle firme per le candidature al Consiglio Superiore della Magistratura, responsabilità civile dei magistrati, più spazio alla componente non togata, come avvocati e docenti universitari, separazione delle carriere tra pm e giudici “Perché chi indaga non sia lo stesso che giudica”, limiti al carcere preventivo, abrogazione della Legge Severino. Questi i quesiti del referendum per cui è stata avviata la raccolta firme. Ne servono almeno 500mila.
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