SALENTO – La festa dei lavoratori nel Salento diventa l’occasione per ricordare le tante vertenze irrisolte ancora in piedi. Soltanto in provincia di Lecce, secondo una stima dell’ordine dei Commercialisti, potrebbero perdere il lavoro 5mila persone entro la fine dell’anno.
A Lecce a ricordare le emergenze inascoltate è stato il sindacato Cobas, con un sit-in alle porte della Prefettura. Nelle stesse ore il sindacato Usb ha manifestato in piazza Lo Jucco a Talsano. Un ennesimo grido di protesta su questioni ancora aperte, come il licenziamento dell’operaio Arcelor Riccardo Cristello per un post su fb, ma anche l’eterno dilemma tra salute e lavoro che chiama in causa il destino dei tarantini.
Intanto un messaggio di speranza per i lavoratori e le lavoratrici salentini arriva dall’arcivescovo di Lecce, Mons. Michele Seccia.
“Vorrei dire a ognuno di Voi, cari lavoratori e lavoratrici: Coraggio! Non temete! Invocate con perseveranza l’intercessione di San Giuseppe! Imitatene la fiducia nell’ora della prova! E costruite con lungimiranza e passione il vostro futuro.
Rispondiamo alla mancanza di lavoro con l’incremento della solidarietà, la forza della creatività e l’audacia della progettualità!La Chiesa di Lecce oggi rinnova il suo impegno a servizio dei lavoratorie proclama che ogni attività umana non deve servire al bene egoistico,ma avere il crisma dell’azione solidale”.
Poi il monito rivolto ai salentini in genere: “L’impegno di tutti sia quello di fermare subito il contagio: solo così si risolleverà presto anche l’economia del nostro territorio e si potrà dare risposta alle legittime aspirazioni di tutti quegli operatori che da oltre un anno soffrono per le attuali restrizioni“.
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